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Fracking, un business americano in continua evoluzione

LA PRODUZIONE dei cosiddetti “liquidi di fratturazione”, utilizzati nella tecnica del “fracking”, è destinata a crescere.

LA PRODUZIONE dei cosiddetti “liquidi di fratturazione”, utilizzati nella tecnica del “fracking”, è destinata a crescere. A rivelarlo è il report intitolato “The U.S. Market for Fracking Fluids” a firma Bcc Research, società specializzata nella pubblicazione di ricerche di mercato.

Secondo quanto riportato nel documento, nonostante la significativa caduta dei prezzi dell’energia globale, assisteremo ad una ripresa del livello dei prezzi legata anche alla produzione dei fluidi di fratturazione. Il fracking – anche conosciuto come tecnica della fratturazione idraulica – è una tecnica che utilizza lo sfruttamento della pressione di un fluido per creare una frattura in uno strato roccioso del sottosuolo, per l’estrazione di petrolio o gas.

Secondo l’analisi della Bcc, il mercato americano dovrebbe assistere ad un Cagr (Compound Annual Growth Rate, ovvero tasso annuo di crescita composto) del 7% nell’arco del 2022, quando tutto il settore potrebbe raggiungere un valore globale di 15 miliardi di dollari. I più grandi player attivi in questo mercato saranno Anadarko Petroleum, Baker Hughes, Cabot Oil & Gas, Devon Energy, Encana, Fairmount Supply, Halliburton Energy Services, Marathon Oil, Nabors Industries, Oasis Petroleum North America, Reagent Chemical and Research, Sandridge Energy, Trican Well Service, Unimin e Weatherford International.

Sempre secondo la ricerca, i profitti totali relativi ai fluidi di fratturazione utilizzati nelle riserve della Gulf Coast hanno superato i 4,5 miliardi nel 2017 e raggiungeranno quota 6 miliardi nel 2022. Dalla pubblicazione dell’ultimo report, cinque nuovi stati americani –West Virginia, Vermont, New Hampshire, Massachussets e Nevada – si sono dotati di regolamentazioni più aperte nei confronti dei “fracking fluids”: un chiaro segnale che in questi stati la fratturazione idraulica potrebbe diventare una pratica sempre più abituale e diffusa.

La trasformazione delle politiche energetiche negli Stati Uniti, infatti, potrebbe favorire particolarmente la diffusione della pratica del fracking nel paese e parallelamente il mercato dei “fracking fluids”. «Ciò che influisce maggiormente sul mercato dei fluidi di fratturazione è l’attività delle compagnie petrolifere. Un’influenza che non solo agisce sulla scoperta di nuovi fluidi, ma anche sulla tipologia di tecnica di idro-fratturazione utilizzata per massimizzare le potenzialità di estrazione - spiega Gordin Nangmenyi, autore della ricerca Bcc –. Altri fattori importanti, capaci di influenzare la domanda, sono i progressi tecnologici nel trattamento dell’acqua e la possibilità di riciclare i fluidi di fratturazione, così come la creazione di nuovi canali per il rifornimento di acqua e eventuali “sostituti” della stessa nel corso dell’attività di fracking». Allo stato attuale gli ostacoli più grandi che lo sviluppo di questa pratica incontra sono rappresentati dalle regolamentazioni statali sul tema. Nonostante ogni Stato sia ovviamente dotato di una sua propria normativa, con diversi standard relativi all’attività di fratturazione idraulica, un numero sempre più ampio di paesi richiede alle compagnie che applicano la pratica di indicare chiaramente tutti gli ingredienti utilizzati nei propri “fracking fluids”.

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