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Fiamme sulla “Vulcano”, in campo 007 e Ris

La Spezia - Non c’è ancora nessuna risposta alle tre domande che sono seguite al rogo della “Vulcano”, la super nave ausiliaria, un arsenale galleggiante in grado di supportare un’intera flotta, andata a fuoco una decina di giorni fa nel cantiere del Muggiano

La Spezia - Non c’è ancora nessuna risposta alle tre domande che sono seguite al rogo della “Vulcano”, la super nave ausiliaria, un arsenale galleggiante in grado di supportare un’intera flotta, andata a fuoco una decina di giorni fa nel cantiere del Muggiano, alla Spezia, dove Fincantieri la sta costruendo per la Marina Militare e doveva essere consegnata tra un anno.

Che cosa ha scatenato l’incendio? Che danni ha subito l’unità? Come sarà possibile ripararla?

Domande che l’altra mattina anche il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, a Spezia per l’inizio del lavori di costruzione della nuova flotta del Qatar, probabilmente ha rivolto all’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, nell’incontro privato a margine della cerimonia. Sugli ultimi due quesiti l’azienda ha già ipotesi, suffragate da alcuni riscontri, ma sino ad una verifica precisa non si potranno fare stime certe, mentre sulle cause del rogo i carabinieri stanno indagando su incarico dei magistrati.

Come già anticipato dal Secolo XIX, dopo i primi sopralluoghi svolti dai militari con i vigili del fuoco, la palla è stata passata ai Ris di Parma, appoggiati anche da tecnici del reparto nazionale. Non è poi un segreto che per un incendio di questo tipo, oltre alla magistratura e quindi agli organi di polizia, è prassi che si attivino anche i Servizi: si tratta pur sempre di una futura nave militare e di tecnologie controllate, ovvero il cui commercio è regolamentato dalla Stato (non le si possono vendere a tutti).

L’ipotesi della causa accidentale resta comunque tra le più credibili, ma serve in ogni caso sostenerla con prove certe che spieghino come sia possibile che le lavorazioni si siano fermate il sabato alle 13.30 e l’incendio sia scoppiato dopo le 22 di domenica. Oggi è previsto il primo di una serie di sopralluoghi dei Ris, dopo che i vigili del fuoco hanno dichiarato la nave sicura e scongiurato ogni possibile ripresa. Le prime indiscrezioni parlano di un incendio partito dalla zona vicina al locali tecnici di poppa, ma anche ricostruire questa dinamica non sarà facile perchè si tratta comunque di un sito in costruzione e non tutto è collocato ancora dove dovrebbe stare. La nave resta quindi sotto sequestro, formalizzato dal pubblico ministero Claudia Merlino, in modo che il procuratore Antonio Patrono possa disporre tutte le perizie tecniche necessarie.

Anche Fincantieri ha attivato un protocollo interno per stabilire se tutte le procedure di sicurezza siano state rispetttate.

A oggi di certo c’è che i motori della “Vulcano” non sono stati interessati dal fuoco, in pratica l’incendio ha colpito solo due livelli sotto il ponte di volo, a poppa, e tutto il “cassero”, la sovrastruttura principale sino ed oltre la plancia. Gli ingegneri di Fincantieri stanno già studiando un possibile intervento per poter riprendere la lavorazione e non ritardare troppo la data di consegna. L’ipotesi che circola tra i tecnici è di utilizzare una serie di componenti già in fase di realizzazione, macchinari e di impiantistica specifica, e destinati ai nuovi pattugliatori, una linea di unità da combattimento in realizzazione tra Riva Trigoso e Muggiano. Intanto la quarantina di dipendenti dell’azienda collegati a questa lavorazione, dopo alcuni giorni di cassa integrazione, sono tornati al lavoro e anche i circa 400 tecnici delle ditte esterne sono stati riattivati su altre linee produttive.

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