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Lo smog in Italia fa 90 mila morti l’anno

Roma - Con oltre 90 mila morti premature e 1.500 decessi per milione di abitanti l’Italiaè tra i peggiori paesi europei per l’inquinamento atmosferico, che fa più morti degli incidenti stradali. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni del Rapporto sulla qualità dell’aria

Roma - Con oltre 90 mila morti premature e 1.500 decessi per milione di abitanti l’Italia è tra i peggiori paesi europei per l’inquinamento atmosferico, che fa più morti degli incidenti stradali. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni del Rapporto sulla qualità dell’aria, la ricerca realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea e con la partnership delle Ferrovie dello Stato.

La qualità dell’aria nelle città italiane, nonostante i miglioramenti dovuti alle tecnologie, alle nuove regolamentazioni, a una combinazione di risorse energetiche migliore e a carburanti più verdi, resta sempre critica soprattutto in alcune zone calde. Non solo il bacino padano - da Torino a Venezia - ma anche l’area metropolitana di Roma, quella di Napoli, l’area del Frusinate, la Puglia, la costa Sud-Est della Sicilia. I responsabili dell’inquinamento delle città italiane? Secondo il report, il traffico stradale, ma anche l’agricoltura e il riscaldamento a biomasse legnose: «Ancora oggi - ha dichiarato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - l’inquinamento atmosferico rappresenta una delle principali minacce ambientali e sanitarie della nostra epoca. Per vincere la sfida della qualità dell’aria dobbiamo innovare le nostre politiche, tenendo conto delle caratteristiche dell’inquinamento attuale, degli impatti potenziali del cambiamento climatico in corso, del ruolo crescente di settori “non convenzionali” che si aggiungono ai trasporti e all’industria, come le emissioni derivanti dal comparto agricolo e dal riscaldamento residenziale in particolare delle biomasse. L’Italia, se non cambierà rotta, non centrerà i nuovi target europei al 2030 e lo sviluppo dell’economia verde in ambito urbano, ma non solo, è la soluzione più efficace per risolvere questa situazione».

Nel rapporto è stato incluso un decalogo che propone misure nuove e più incisive contro l’inquinamento atmosferico: una strategia nazionale per la qualità dell’aria; includere una valutazione degli impatti non solo sulla CO2 ma anche sui principali inquinanti atmosferici; passare a un «approccio preventivo all’emergenza» mettendo in campo le misure prima che vengano raggiunti livelli di inquinamento critico; portare il parco circolante italiano a meno di una vettura ogni due abitanti; ingenti investimenti pubblici in favore del trasporto rapido di massa, delle infrastrutture ciclo-pedonali, di sistemi di logistica intelligente; ridurre velocemente il numero dei veicoli diesel e benzina facendo crescere quelli ibridi, quelli elettrici e a gas; intervenire su interi edifici o gruppi di edifici esistenti e raggiungendo riduzioni dei consumi nell’ordine del 60-80%; messa a punto di linee guida nazionali sull’utilizzo delle biomasse; promuovere nuovi interventi volti a ridurre l’azoto in eccesso nei terreni agricoli, mitigare l’impatto degli allevamenti e sviluppare l’ agricoltura biologica meno impattante; e infine adottare per i grandi impianti limiti più stringenti.

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