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«No ai carburanti inquinanti nell’Artico»

Genova - Non ci sono solo le firme degli ambientalisti e delle organizzazioni no profit, tra quelle 80 che compongono la lista di chi vorrebbe vietare la rotta artica. Si sono schierati da quella parte anche due porti tedeschi: Brema e Bremerhaven

Genova - Non ci sono solo le firme degli ambientalisti e delle organizzazioni no profit, tra quelle 80 che compongono la lista di chi vorrebbe vietare la rotta artica.

Si sono schierati da quella parte anche due porti tedeschi: Brema e Bremerhaven. Il manifesto con le richieste al mondo dello shipping, non vuole la chiusura totale del nuovo passaggio a Nord. Chiede però che non vengano utilizzato - e tantomeno trasportati - carburanti poco green, gli Hfo (heavy fuel oil) che rischiano di minacciare pesantemente un ambiente incontaminato per larga parte. Gli 80 firmatari vogliono una legge che obblighi le navi che passeranno da quella rotta, all’uso di carburanti puliti. Come avviene per le acque antartiche sin dal 2011. «Siamo orgogliosi di aver firmato il manifesto - hanno spiegato i vertici dei due scali tedeschi - e contiamo che altri porti ci seguano su questa strada». Il prossimo passo è cercare una sponda autorevole nell’Imo, la potente organizzazione mondiale dello shipping sotto egida Onu, perchè dirami il divieto di utilizzo e trasporto di carburanti pesanti sulla rotta artica. Qualche misura per cercare di mitigare l’impatto potrebbe già arrivare nel meeting Imo di aprile. «Con quelle norme, altri porti e compagnie potrebbero seguire l’esempio di Brema e Bremerhaven» ha spiegato fiducioso il capo della Clean Arctic Alliance.

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