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Arsenale Taranto, rimosse 1.000 tonnellate di amianto

Taranto - «Nelle attività di bonifica amianto svolte dal solo Arsenale di Taranto su navi e sommergibili della base e nei reparti dello stabilimento sono state rimosse nel corso degli anni oltre 1.000 tonnellate di amianto». È quanto ha rivelato Luciano Carleo, presidente dell’associazione Contramianto

Taranto - «Nelle attività di bonifica amianto svolte dal solo Arsenale di Taranto su navi e sommergibili della base e nei reparti dello stabilimento sono state rimosse nel corso degli anni oltre 1.000 tonnellate di amianto». È quanto ha rivelato Luciano Carleo, presidente dell’associazione Contramianto e altri rischi nel corso di un convegno a Taranto a cui partecipano anche Omero Negrisolo (già consulente tecnico della Procura di Padova per indagini su amianto), Mitchell Cohen (Msc Advisors), Sabrina Magni (Scf Studio Legale Milano), Ignazio Barbuto (segretario provinciale vicario Confsal Unsa-Coofondatore Contramianto) e Fabiano Esposito (presidente associazione A braccia aperte). «La prima bonifica di amianto della nave “Vittorio Veneto” nel 1990 - ha spiegato Carleo - portò alla rimozione di 60 tonnellate di asbesto, una bomba ecologica ancora attraccata sulla banchina di Mar Piccolo. L’amianto è un cancerogeno certo e i suoi effetti sulla salute degli operai e dei marinai sono evidenti». Le conseguenze «sulla salute di operai e marinai - ha sostenuto il presidente di Contramianto - sono tragiche come emerge dalla sintesi delle patologie asbesto-correlate riferite a Taranto per attività in Marina militare, marinai e operai dell’Arsenale militare di Taranto, dei quali 172 tumorali (92 mesotelioma, 63 cancro polmone, 17 cancro laringe, renale, trachea, cerebrale) e 130 non-tumorali (asbestosi, fibrosi, placche, ispessimenti). Un numero crescente di ammalati e deceduti per i quali riteniamo necessario un più attento iter per il riconoscimento di “vittima del dovere” che ricordiamo prevede una speciale elargizione per massimo danno di 200 mila euro e una pensione personale o agli eredi di 1.800 euro mensili».

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