SERVICES

Col Marebonus 290.000 camion in meno sulle strade

Atene - Per il biennio 2018-2019 il contributo erogato dallo Stato per il Marebonus è di 180 milioni di euro.

Atene - Per il biennio 2018-2019 il contributo erogato dallo Stato per il Marebonus è di 180 milioni di euro. «Spero - dice Ennio Cascetta, amministratore unico di Rete Autostrade Mediterranee, la società che gestisce il sistema degli incentivi per il trasferimento da terra a mare del trasporto merci - che il governo comprenda l’importanza di questo strumento e che lo possa confermare anche per il 2020-21. In due anni stimiamo di poter togliere emissioni inquinanti generate dal trasporto su strada per 45 milioni di tonnellate di anidride carbonica». Parlando ad Atene in occasione della conferenza Euromed del gruppo Grimaldi, nella quale la compagnia di navigazione riunisce dipendenti e agenti del settore Autostrade del mare, Cascetta ha sottolineato che il sistema dell’ecobonus («tutto italiano») è tuttavia afflitto da un livello troppo alto di burocrazia. «Il motivo - spiega Cascetta, che è anche presidente dell’Anas - è la normativa europea sugli aiuti di Stato, che a mio parere oggi è antiquata. Un peccato, perché il modello del Marebonus è guardato con interesse da diversi Paesi del continente, per esempio la Norvegia. Il meccanismo di trasferimento dei contributi dallo Stato alle aziende dovrebbe essere più semplice. Proprio per questo stiamo lavorando, in alleanza con altri Paesi europei - cioè Portogallo, Spagna e Francia - per promuovere un modello europeo di ecobonus, che vorremmo presentare nel 2019 alla prossima Commissione Ue», cioè quella che si insedierà a Bruxelles dopo le elezioni politiche europee.

Cascetta ritiene inoltre che le potenzialità delle Autostrade del mare siano in gran parte inesplorate non solo nel Vecchio continente, ma anche nelle potenziali relazioni intermodali con l’Africa, non solo in una prospettiva di ripresa e pacificazione dei suoi Paesi mediterranei martoriati dall’onda lunga delle Primavere arabe, ma anche di intensificazione delle relazioni con gli Stati dell’area Occidentale e Subsahariana - rotte tra l’altro molto battute dalle compagnie italiane, Grimaldi in primis (recentemente il gruppo Maersk ha definito il terminal intermodale del gruppo napoletano a Lagos «il migliore di tutta l’Africa» spiegava venerdì l’armatore Manuel Grimaldi). Paesi, quelli dell’Africa Occidentale, dove massicci sono stati gli investimenti della Cina: dall’avvio della strategia della Nuova Via della Seta, sono stati 53 i miliardi spesi da Pechino per realizzare in Africa le proprie fabbriche, «che andranno a servire non solo l’Oriente, ma l’Europa stessa» sottolinea Cascetta, che proprio per questo prevede forti prospettive di crescita nel settore dei traghetti (tradizionalmente sviluppato su queste rotte nella sua declinazione con-ro, mezzo di tradizionale collegamento tra Mediterraneo e Africa) e quindi l’opportunità di sviluppare il sistema delle Autostrade del mare.

Intanto, secondo una previsione prudenziale e tenendo conto unicamente dei nuovi servizi di Autostrade del mare attivati con il Marebonus, nel biennio 2018-2019 si potranno ottenere 104.800 metri lineari di stiva netta settimanale sui collegamenti rientranti nell’incentivo (circa 7,5% di offerta aggiuntiva rispetto a quella corrente) con 190 mila veicoli pesanti sottratti annualmente dalla strada.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››