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Il cambio di clima che provoca le mareggiate tropicali

Santa Margherita Ligure - Biologi marini, esperti e ricercatori sono concordi. Il cambiamento climatico in corso innalza le temperature sulla terra ferma e in mare e questo provoca concentrazioni di energia superiore del 60% rispetto al passato

Santa Margherita Ligure - Biologi marini, esperti e ricercatori sono concordi. Il cambiamento climatico in corso innalza le temperature sulla terra ferma e in mare e questo provoca concentrazioni di energia superiore del 60% rispetto al passato. Nell’ultima stagione, come ha spiegato Lorenzo Merotto, dello staff scientifico dell’Area marina di Portofino, questa energia, «una volta sprigionata nel mare, sarebbe responsabile delle mareggiate che hanno portato devastazione in Liguria». E pure la «moria di coralli e gorgonie».

In un convegno a Portofino, gli esperti hanno fatto ieri il punto sugli effetti dei cambiamenti climatici nel Mediterraneo e sulle strategie da mettere in campo per l’adattamento a modificazioni anche significative.

Si tratta dei partner di Mpa Adapt, un programma europeo che si concluderà a marzo e che prevede un monitoraggio della temperatura del mare non solo in superficie ma anche a una profondità di 40 metri, a intervalli di cinque metri. La conclusione dei lavori è semplice: è necessario prendere atto del cambiamento climatico e modificando l’approccio nella sua gestione. Come ha affermato Maria Del Mar Otero (Iucn), bisogna «agevolare e non contrastare l’adattamento dei nostri mari, a cominciare dalle aree protette. E occorre coinvolgere, sempre più, i pescatori, i subacquei e tutti i soggetti interessati, per avviare una collaborazione proficua». Tra gli effetti dei cambiamenti climatici c’è l’innalzamento della temperatura del mare, responsabile dell’arrivo delle cosiddette “specie aliene”. «La caulerpa cylindracea, per esempio – spiega Giorgio Fanciulli, direttore dell’Area marina di Portofino - che, secondo studi recentissimi, sarebbe la causa di un fenomeno rilevato, da 30 anni, da ristoratori e consumatori: l’indurimento, in seguito all’ingerimento di questa alga, della carne del sarago. Così come la moria dell’ostrica mediterranea sarebbe dovuta allo stesso parassita che uccide la Pinna nobilis. Un parassita importato dagli allevatori dei nostri mari insieme all’ostrica Crassostrea gigas, proveniente dall’Oriente».

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