SERVICES

Plastica nel mare: un problema ed un’opportunità

Camogli - L’opportunità per discutere del problema è stata offerta dal workshop svoltosi a Camogli per fare il punto sul primo anno di attività del progetto quadriennale europeo Claim.

Camogli - La presenza e l’accumulo di rifiuti plastici costituisce un grave problema ambientale marino e ciò che più preoccupa, è la loro costante crescita a causa del progressivo aumento della produzione di plastica negli ultimi 50 anni. L’opportunità per discutere del problema è stata offerta dal workshop svoltosi a Camogli per fare il punto sul primo anno di attività del progetto quadriennale europeo Claim ( Cleaning Litter by Developing&Applying Innovative Methods in European Seas) al quale hanno preso parte i rappresentanti di 19 istituzioni provenienti da 13 paesi europei più osservatori didi Libano e Tunisia. Partner italiano del progetto, che si avvale di un finanziamento europeo complessivo di circa 6,5 milioni di euro, e il Cnr tramite il neo costituito Ias (Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino).

L’approccio al problema della plastica in mare tuttavia non va inteso esclusivamente come un fattore emergenziale, ma va interpretato anche come un’opportunità che consenta alle aziende del settore di svilupparre tecnologie innovative idonee a ripulire il mare dalla plastica in tutte le sue forme (micro, macro e nano ndr). «La plastica in ambito marino – ha ricordato il responsabile della sede Ias di Genova, Marco Faimali -pur essendo un problema avvertito, non è ancora conosciuto completamente nella sua complessità. Spesso, a livello percettivo si è portati infatti a demonizzare la plastica ma il punto nodale è l’uso che se ne fa per smaltirla».
In questo caso, il progetto Claim punta all’utilizzo consapevole della plastica che dovrebbe essere gestita non come rifiuto ma come una risorsa da immettere nell’economia circolare del sistema paese. Serve anche un rinnovato sforzo culturale che deve essere promosso e guidato dalle Istituzioni. In questo ambito i Paesi nord europei sono sicuramente all’avanguardia con la messa a punto di politiche imperniate su Educational actions, come ha spiegato il rappresentante del Ministero dell’ambiente estone, la cui amministrazione è impegnata in un apposito programma che coinvolge nove Paesi dell’area baltica. Durante il workshop Claim ospitato al Cenobio dei Dogi, sono state prospettate alcune soluzioni legate al riciclo della plastica tra le quali un’applicazione sviluppata con la tecnologia al plasma per il trattamento dei rifiuti plastici con recupero energetico sviluppata dall’azienda torinese Iris. In questo campo anche le navi (traghetti e cruise ships in particolare) possono svolgere una preziosa attività di monitoraggio, raccolta e prevenzione “attiva” con l’installazione a bordo di innovativi sistemi di filtraggio in grado di trattenere le microplastiche.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››