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«L’Europa deve bandire gli scrubber»

Genova - Cresce il movimento per istituire un’area Eca anche nel mar Mediterraneo.

Genova - Chi pensava che il Sulphur Cap 2020 dell’Imo fosse già troppo da sostenere per l’industria dello shipping dovrà spostare la linea del fronte. Il braccio di ferro politico fra armatori e ambientalisti registra infatti un nuovo motivo di contesa. Alcune ong, fra cui Nabu, France nature environment (Fne) e Bird life Malta hanno lanciato un appello congiunto perché venga approvato un bando totale dei combustibili a alto contenuto di zolfo e degli scrubber che consentono l’utilizzo di questi combustibili all’interno delle aree Eca europee. Finora le Eca coprono il mar Baltico e il mare del Nord, ma cresce la spinta perché le stesse limitazioni vengano estese anche al mar Mediterraneo.

Le due misure congiunte, ossia l’estensione delle aree Eca al Mediterraneo e il divieto in queste aree dell’utilizzo degli scrubber, rappresenterebbe un duro colpo per l’utilizzo di questi filtri, oltre che per i miliardi di investimenti programmati dagli armatori in questo settore. Gli attacchi agli scrubber sono cominciati da alcune settimane, con la decisione prima di Singapore e poi della Cina di bandire nelle proprie acque l’utilizzo degli scrubber di tipo open loop, ossia a ciclo aperto, che prevedono lo scarico nelle acque marine degli elementi inquinanti filtrati dalle emissioni aeree.

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