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Sulphur Cap 2020 e febbre suina rilanciano i noli reefer

Genova - E’ la previsione di Thomas Eskesen, fondatore di Eskesen Advisory, intervenuto alla recente Asiafruit Logistica di Hong Kong.

Genova - L’aumento della domanda di prodotti deperibili, soprattutto in Cina, oltre a mancanza di contenitori, concentrazione del settore del trasporto refrigerato e effetti del Sulphur Cap 2020 faranno crescere i noli nel settore reefer nei prossimi 12 mesi: è la previsione di Thomas Eskesen, fondatore di Eskesen Advisory, intervenuto alla recente Asiafruit Logistica di Hong Kong.
Eskesen ha snocciolato alcuni dati sull’importanza dell’Asia nella crescita del settore. Nel 2018 sono stati movimentati in tutto il mondo 9,1 milioni di teu di container reefer. Di questi, il 54 per cento riguardava i mercati dell’Asia e del Medio Oriente, con i paesi della costa del Pacifico a fare la parte del leone. Più nel dettaglio, Eskesen ha analizzato l’incidenza del mercato asiatico sull’aumento dei teu movimentati. Il mercato del cibo congelato ha prodotto 84 mila teu trasportati in più nel 2018 rispetto al 2017.

La grande maggioranza di questo aumento, circa 60 mila teu, è stata prodotta dal mercato cinese. Discorso simile per il commercio di cibo fresco, la cui crescita ha fatto aumentare le movimentazioni di 164 mila teu nel 2018 rispetto al 2017. La quota cinese di questa crescita è stata di 46 mila teu. Secondo Eskesen, il mercato cinese potrebbe «avere una crescita esplosiva e cambiare la disponibilità di prodotti in altri mercati». A fronte di questa espansione, il settore dello shipping non è preparato. Gli investimenti per la costruzione di nuovi container reefer è insufficiente, secondo Eskesen, a rispondere alla domanda. La fornitura di equipaggiamento, secondo l’esperto, è ridotto in parte perché i bilanci in sofferenza delle compagnie marittime spinge queste ultime a ridurre gli investimenti, in parte perché le rate per il noleggio dei reefer sono troppo basse: «Se non c’è un incentivo commerciale per il noleggiatore, non verrà ordinata la costruzione di nuovo equipaggiamento».

Per questi e altri motivi, secondo Eskesen, nei prossimi dodici mesi i noli sono destinati ad aumentare. A influire saranno anche, da un lato, la concentrazione nel settore, che porterà chi noleggia ad avere un maggiore potere contrattuale; dall’altro, le nuove regole sulle emissioni di zolfo, che renderanno obsolete molte navi frigo tradizionali. Queste verranno ritirate dal mercato, mentre la mancanza di container renderà difficile compensare questa perdita di stiva. Secondo i dati di Confagricoltura, la peste suina sta mietendo vittime fra i 440 milioni di maiali degli allevamenti cinesi. Il 20 per cento di questi, pari a circa 90 milioni di capi, sono stati colpiti dal morbo, costringendo Pechino a cercare approvvigionamenti altrove. Con l’importazione di suini dagli Stati Uniti alla Cina colpita dalla guerra dei dazi, a trarne vantaggio commerciale è stata l’Europa, le cui esportazioni sono cresciute del 42 per cento. I fornitori dell’Unione europea rappresentano in questo momento circa la metà delle importazioni di suini in Cina. I paesi che stanno esportando di più sono Germania e Spagna. E’ forse anche per questo che la compagnia ginevrina Msc sta investendo nel reefer proprio in Spagna. «Ci stiamo preparando - afferma Ignacio Ballester, direttore operativo di Msc Spagna - per la crescita del commercio di prodotti refrigerati e della domanda di stiva da parte dei nostri clienti in Spagna. Dalla fine di settembre gestiremo un treno dedicato fra Saragoza e Valencia per merci deperibili. Speriamo che ci venga concesso il permesso di costruire un magazzino refrigerato nella zona logistica di Valencia.

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