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Spectec mette Amos sul telefono e vola verso un fatturato record

Amburgo - L’azienda ha presentato la versione per tablet e mobile di Amos, il sistema di gestione che la società ha venduto ormai a oltre 2.000 compagnie.

Amburgo - All’Smm di Amburgo quest’anno Spectec ha presentato la versione per tablet e mobile di Amos, il sistema di gestione che la società dal 2012 parte del gruppo canadese Volaris ha venduto ormai a oltre 2.000 compagnie, diventando leader del settore. L’altra novità è Titanium, un “cruscotto” dal quale si può tenere sotto controllo l’intera attività operativa della nave. Il MediTelegraph ha incontrato Giampiero Soncini (nella foto), amministratore delegato della Spectec. Come sta andando questa edizione di Smm? «Bene, anche se guardandomi intorno mi sembra di vedere meno competitor. Del resto io l’avevo detto anni fa: conorziamoci, creiamo un grande soggetto. Mi risposero picche, molti erano convinti che ci avrebbero potuto superare, o mettere all’angolo. Invece siamo ancora qui. Noi. Il mercato sta facendo selezione: pensi che nel 2008 in un solo giorno arrivarono qui oltre 45 mila persone. Un flusso tale che per un certo tempo caddero tutte le linee della città. Era impossibile usare i cellulari».

Del resto i numeri di Clarkson parlano chiaro: nel 2009 c’erano 1.100 cantieri aperti, oggi siamo a poco meno di 700. «Non solo: ma 300 di questi hanno un solo ordine in portafoglio. Le condizioni sono severe, mi creda. Per questo, almeno tra noi supplier, non puoi avere la pretesa di rimanere piccolo. Devi avere un respiro internazionale, altrimenti diventa davvero difficile. Però c’è da dire che un po’ di ripresa la stiamo vedendo». Oggi sempre i numeri ci dicono che gli armatori sono tornati a ordinare, e che per i cantieri la sfida è realizzare navi che permettano buoni risparmi sui costi operativi, sul consumo di carburante... «Guardi, gli ordini ci sono. Anche perché se io compro una nave adesso, al 30% in meno del prezzo che l’ha pagata un armatore che l’ha comprata nel 2007, è chiaro che faccio un affare. Però mi domando se effettivamente ci troviamo di fronte a un ciclo virtuoso, a una ripresa».

Non lo siamo?

«Non sono convinto. Questa spinta a comprare con un mercato già saturo mi fa venire molti dubbi. Insomma, c’è stata una crisi evidentissima. Se per cinque anni poniamo non si fossero ordinate navi, e contando che ogni anno viene demolito circa il 4% della flotta mondiale, oggi avremmo un gap del 20% da colmare, giusto? Invece si è continuato a ordinare, dunque in realtà la ripresa c’è, ma il mercato non è comunque equilibrato. E l’ingresso così massiccio degli hedge fund mi rende ancora più dubbioso».

E presentate delle novità.

«Sì, di fatto presentiamo la versione mobile di Amos, pensata soprattutto per le unità di grandi dimensioni. Ad esempio, il nostro sistema è installato sulle ultime navi della Royal Caribbean, le più grandi unità da crociera del mondo. Un sistema di questo genere a bordo di quel tipo di nave è fondamentale. Pensi che la somma di tutte le aree percorribili di una classe Oasis è di 13 chilometri. Mi ricordo che dopo una ricognizione a bordo della “Allure of the Seas” avevo male alle gambe: insomma, in certi casi questo tipo di tecnologia diventa obbligatoria».

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