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«Ma la grandine non fa cadere gli aerei»

Roma - Il muso dell’aereo è fatto di materiali leggeri, per cui una forte grandinata «può causare» anche danni come quelli visti sull’aereo che ha compiuto un atterraggio di emergenza a Napoli. Ma i velivoli sono realizzati «per sopportare stress» notevolmente superiori a quelli che poi si verificano.

Roma - Il muso dell’aereo è fatto di materiali leggeri, per cui una forte grandinata «può causare» anche danni come quelli visti sull’aereo che ha compiuto un atterraggio di emergenza a Napoli. Ma i velivoli sono realizzati «per sopportare stress» notevolmente superiori a quelli che poi si verificano, per cui i rischi corsi dall’aereo sono quelli ampiamente «previsti da chi progetta i velivoli». Danilo Baratti, comandante Alitalia, ritiene che temporali come quelli che hanno colpito l’aereo in volo da Roma a Milano possono accadere. Gli aerei, però, sono costruiti in modo tale da superare anche tempeste di così forte intensità.

Capita spesso di trovarsi di fronte a grandinate con chicchi grandi come palline da tennis?

«Sono cose che capitano. Anni fa, fenomeni di questo tipo si verificavano nelle zone tropicali. Ma con i cambiamenti climatici in atto, temporali di questa portata ora possono verificarsi anche sui cieli italiani».

Le foto mostrano il muso dell’aereo particolarmente danneggiato. Danni simili sono normali?

«La parte anteriore del muso è fatta con materiali leggeri, ad esempio la vetroresina. Questo perché in quella zona c’è il radar e un materiale più pesante non consentirebbe agli strumenti di funzionare. Per cui può capitare che una grandinata molto intensa possa creare dei danni. Discorso diverso, invece, per le ali che, vista la conformazione aerodinamica, tendono a “penetrare” l’aria e a far scivolare gocce di pioggia e la stessa grandina. Le ali, inoltre, visto che garantiscono all’aereo la portanza necessaria per reggere il peso dell’aereo, sono costruite con materiali molto più resistenti».

L’aereo è stato colpito anche da un fulmine. La scarica elettrica può provare danni all’aereo?

«Quando un velivolo viene colpito da un fulmine continua la navigazione. L’aereo è una gabbia di Faraday, per cui la scarica non entra ma scorre lungo la gabbia. Quando ci accorgiamo che l’aereo viene colpito da un fulmine, annotiamo l’episodio e lo comunichiamo appena atterriamo. Gli effetti di un fulmine sulla fusoliera si traducono in un piccolissimo foro grande quanto la testa di uno spillo. I tecnici, quando l’aereo è a terra, vanno alla ricerca di questo buchino per accertarsi che la scarica è uscita dal velivolo».

Il suo collega ha deciso di effettuare un atterraggio di emergenza a Napoli. Perché è stato scelto l’aeroporto di Capodichino?

«Probabilmente le condizioni meteo su Fiumicino non erano ottimali. Per cui, se la tempesta proveniva da nord, invece di dirigersi verso Pisa era certamente più corretto fare rotta su Napoli».

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