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«I ritardi sul digitale? Valgono 2 punti di Pil» / INTERVISTA

Genova -Catania (Confindustria): «Solo il 10% delle Pmi sfrutta le nuove tecnologie». Liguria controcorrente.

Genova - Fino a due punti di Pil all’anno. Tanto costa all’Italia - in termini di mancata crescita - il ritardo che il nostro Paese ha accumulato nel campo dello sviluppo digitale abbinato alle imprese. «Un distacco che penalizza non solo la nostra economia ma soprattutto il nostro tessuto industriale rispetto al resto d’Europa», spiega Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale.

Presidente, il 1° febbraio il roadshow promosso da Confindustria Digitale farà tappa a Lerici. Con quale obiettivo?
«Principalmente per incontrare gli imprenditori liguri: e sostenere tutte quelle aziende del territorio, dalle Pmi alle startup innovative ai grandi gruppi, che hanno bisogno di aiuto e sostegno quando si parla di nuove tecnologie».

Quale è lo stato di salute, da questo punto di vista, del territorio ligure?
«La Liguria, rispetto alla media nazionale, è un’area dove sono presenti numerose startup di valore. E poi aziende medio-grandi che operano in diversi settori ma che del digitale hanno da sempre fatto un loro cavallo di battaglia».

A quale settore specifico è rivolta la vostra iniziativa?
«All’intero tessuto industriale, perchè tutti i comparti della nostra economia sono toccati dalle nuove tecnologie: alla Spezia parleremo di manifattura e di servizi, ma anche di turismo e di porto. Giusto per fare qualche esempio».

Quanto è ampio il distacco che l’Italia ha accumulato con i Paesi europei più industrializzati?
«Parto da un dato emblematico: tra le piccole e medie aziende italiane solamente il 10%, negli ultimi anni, ha assorbito in maniera adeguata l’arrivo sul mercato delle nuove tecnologie. I nostri competitor hanno una percentuale molto più alta».

Quale è il piano del governo per supportare il mondo imprenditoriale?
«Il piano Industria 4.0 promosso dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha dato un forte impulso a favore delle imprese. Oggi la capacità di innovare traina l’economia».

Confindustria invece, come sosterrà gli imprenditori?
«Abbiamo programmato questi incontri su tutto il territorio nazionale proprio per sensibilizzare gli imprenditori sul tema e sostenerli nel percorso di trasformazione digitale delle aziende. E lo farà la loro Confindustria. A partire dai “Digital Innovation Hub”, punti di riferimento territoriali che attiveremo in ogni regione per dare supporto concreto a tutti gli imprenditori . E poi spiegheremo come accedere alle agevolazioni previste in materia: dagli ammortamenti sulle nuove tecnologie alla defiscalizzazione per investimenti e sviluppo».

L’investimento sul digitale premia?
«Le imprese che hanno deciso di scommettere in quest’ambito hanno visto crescere il loro business ed hanno assunto nuovo personale. Non è poco, specialmente di questi tempi».

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