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Cybersecurity, Kaspersky: «Ripensare tutti i nostri sistemi»

Roma - Da poche intrusioni in rete a veri e propri attacchi che hanno scatenato una guerra senza quartiere tra chi ruba dati e penetra reti protette e chi li difende.

Roma - Da poche intrusioni in rete a veri e propri attacchi che hanno scatenato una guerra senza quartiere tra chi ruba dati e penetra reti protette e chi li difende. Ogni giorno scopriamo 310 mila minacce, più di 2 milioni nel solo 2016, erano state un milione, tra il 1986 e il 2006. «Una vera malware explosion» quella scatenata dal cybercrime, che non risparmia nessuno dei sistemi operativi conosciuti (da iOS a Windows, passando per Linux e Android) e che coinvolge tutti i settori della società, a tutti i livelli: cittadini, aziende, pubbliche amministrazioni, infrastrutture. I costi stimati? 450 miliardi di dollari, secondo i numeri di Hiscox Insurance: il global space budget è di 33 miliardi di dollari.

Sono alcuni dei numeri emersi nel corso di «The cybersecurity threat landscape: new devices, new threats, and new solutions to stay one step ahead of cybercriminals», lo speech tenuto al Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale da Eugene Kaspersky, 52 anni, fondatore di Kaspersky Lab, uno dei maggiori esperti mondiali di sicurezza informatica. «Non esistono sistemi operativi perfetti - ha detto - dobbiamo ripensare il modo in cui li creiamo. La sicurezza non è un accessorio ma è parte di quello che sviluppiamo».

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