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Ansaldo Energia verso un bilancio in flessione / IL RETROSCENA

Genova - Sui conti dell’azienda pesa la crisi del settore. Abba’ potrebbe dimettersi entro il mese.

Genova - Ansaldo Energia si prepara a chiudere un bilancio 2017 negativo. Così come i competitor - recente l’ondata di esuberi che ha travolto Alstom in tutta Italia - anche il produttore di turbine a gas di Genova patisce le difficoltà di un settore che in Italia fa i conti con l’impennata delle rinnovabili e all’estero con equilibri geopolitici sempre più complicati, come nel caso della chiusura commerciale imposta sull’Iran.

Secondo quanto ricostruito dal Secolo XIX, la società controllata al 60% da Cdp e partecipata al 40% dal colosso cinese Shanghai Electric si prepara ad archiviare un esercizio in flessione sul fronte della produzione di turbine, ma che fortunatamente ancora tiene su quello del service e del nucleare. «Nel corso del 2017 non è entrata nemmeno una commessa», dice una fonte. «Novità potrebbero arrivare presto dalla Tunisia», aggiunge un’altra fonte.

Nel 2016 Ansaldo Energia aveva acquisito nuovi ordini per 1.513 milioni di euro. Una cifra che aveva portato il portafoglio ordini complessivo a quota 5,3 miliardi. I ricavi consolidati risultavano in crescita del 18,3% rispetto al 2015, a quota 1.253 milioni di euro, mentre l’utile netto consolidato si era addirittura quintuplicato, toccando 60,4 milioni contro i 12,2 milioni del 2015. Ai progressi sul fronte della redditività si era aggiunto il miglioramento della situazione patrimoniale, con un consolidamento del patrimonio netto passato da 545,7 milioni a 598,8 milioni di euro.

Il 2018 sarà dedicato a recuperare il terreno perduto negli ultimi 12 mesi: a questo proposito è attesa un’evoluzione al vertice dell’azienda. Dopo la decisione di Cdp di intervenire, la trattativa con l’ad Filippo Abba’ starebbe procedendo sul binario del passo indietro concordato. «È probabile che le dimissioni arrivino prima delle elezioni», dice una fonte spiegando che sarebbe in corso un negoziato sulla buonuscita del manager arrivato da Foster Wheeler. Nel caso, si tratterebbe di trovare una soluzione-ponte capace di traghettare l’azienda verso il rinnovo del cda l’anno prossimo. «A questo punto la soluzione più semplice è un ritorno in campo di Giuseppe Zampini», nota la fonte riferendosi all’attuale presidente della società, l’uomo che ha guidato Aen per oltre 15 anni e che l’anno scorso aveva fatto un passo indietro per fare posto ad Abba’.

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