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A Dubai il termovalorizzatore record

Dubai - Non conosce battute d’arresto lo sviluppo di infrastrutture verdi nei Paesi del Golfo, che utilizzano una significativa parte dei proventi del petrolio proprio per emancipare le loro economie dai combustibili fossili. L’ultima mossa è stata fatta da Dubai

Dubai - Non conosce battute d’arresto lo sviluppo di infrastrutture verdi nei Paesi del Golfo, che utilizzano una significativa parte dei proventi del petrolio proprio per emancipare le loro economie dai combustibili fossili. L’ultima mossa è stata fatta da Dubai, che ha annunciato la costruzione del più grande termovalorizzatore al mondo: il nuovo impianto, che sarà pienamente operativo nel 2020, avrà una potenza di 185 megawatt e sarà in grado di smaltire il 60% dei rifiuti prodotti nell’Emirato.

Il progetto, dal costo complessivo di 2,5 miliardi di Dirham (552 milioni di euro), verrà realizzato dalla Dubai Municipality, in collaborazione con la Dubai Electricity and Water Authority (Dewa), la società svizzera Hitachi Zosen Inova e il costruttore belga Besix Group. La potenza dell’impianto, che coprirà il 2% del fabbisogno energetico complessivo della città, sarà di 20MW, un valore superiore a quella del progetto di Shenzhen East in Cina, che verrà anch’esso completato nel 2020. Il nuovo termovalorizzatore, che non può essere considerata un’infrastruttura a zero emissioni ma è pur sempre molto più verde di un inceneritore, si inserisce in un piano di politica energetica molto aggressiva e decisamente attenta all’impatto ambientale. Di recente il primo ministro degli Emirati Arabi Uniti ed emiro di Dubai, Sheikh Mohammed bin Rashid al Maktoum, ha approvato un budget dell’Autorità per l’energia e le risorse idriche dell’emirato che prevede per quest’anno un aumento della spesa di 560 milioni di dollari, che salirà così a 7,19 miliardi. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa emiratina Wam, il budget incorpora una serie di investimenti in fonti energetiche convenzionali e non convenzionali, tecnologie avanzate e progetti innovativi per «rendere Dubai una città intelligente, sostenibile e innovativa e consolidare la sua posizione come modello globale per economia verde».

L’obiettivo di lungo periodo di Dubai è quello di coprire il 75% del proprio fabbisogno energetico con energie rinnovabili entro il 2050 con investimenti per complessivi 163 miliardi di dollari. L’anno scorso la Dubai Electricity and Water Authority ha annunciato l’avvio del progetto Independent Power Producer per lo sviluppo di 700MW di impianti fotovoltaici con un costo stimato di 3,87 miliardi di dollari. Nel piccolo Emirato è anche in costruzione il più grande impianto solare termodinamico a concentrazione al mondo, che entrerà in funzione nel 2021. Con 200MW iniziali che diventeranno 1GW nel 2030 supererà la struttura di Ivanpah in California (394MW). «Dubai ha dimostrato di soddisfare continuamente le sue promesse mentre si sforza di diventare un hub globale per l’economia verde; un modello globale per partenariati e finanziamenti verdi, efficienza energetica e sicurezza, investimenti nelle energie rinnovabili e gestione della domanda - ha dichiarato Mohammed al Tayer, l’amministratore delegato di Dewa - Tutto ciò ridurrà le emissioni di carbonio e raggiungerà gli obiettivi della Strategia per l’energia pulita di Dubai 2050. La strategia è stata lanciata da Sua Altezza Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum per rendere Dubai un hub globale per l’energia pulita e l’economia verde, fornendo il 7% del totale di Dubai energia prodotta da energia pulita entro il 2020. Questo obiettivo aumenterà al 25% entro il 2030 e al 75% entro il 2050, stabilendo così l’impronta ecologica più bassa al mondo a Dubai».

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