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Ansaldo Energia, l’ombra dei contratti di solidarietà sui lavoratori

Genova - Il “caso Iran” pesa sugli ordini e soffoca le potenzialità dell’azienda controllata da Cdp.

Genova - Gli oltre 4.400 dipendenti di Ansaldo Energia rischiano i contratti di solidarietà. Com’è possibile che il produttore di turbine sinora passato indenne attraverso la crisi economica internazionale rischi, proprio quest’anno, di trovarsi costretto a tagliare il lavoro lo spiegano tre fattori: le fonti rinnovabili che hanno messo in crisi le centrali elettriche a ciclo combinato in tutto il mondo tranne che nei Paesi a forte domanda di energia (Medio Oriente e Nord Africa, per esempio); la forte competizione internazionale con colossi del calibro di Siemens e General Electric; i rapporti politici tra Italia e Stati Uniti che penalizzano le imprese italiane storicamente in buoni rapporti economici con l’Iran, uno dei Paesi attualmente con la maggiore propensione agli investimenti in infrastrutture energetiche, tecnologiche e non solo.

Giuseppe Zampini non mente in famiglia. Dal palco, ai lavoratori accorsi alla presentazione della maxi turbina, il presidente spiega: «Abbiamo delle difficoltà di mercato, ma siamo convinti di potercela fare. Stiamo discutendo in modo intelligente con il sindacato, cercando soluzioni non violente». La buona salute di cui gode il service non basta a garantire il lavoro a tempo pieno di tutti. Recentemente Ansaldo Energia si è vista superare da Siemens in una gara negli Emirati, ma sta per firmare un contratto con la Tunisia. Dalla Cina il lavoro arriva. La jv con la Russia sarà siglata a breve, però richiede tempo per produrre effetti concreti. Offerte vengono fatte in Marocco, Egitto e Africa Centrale ma la corsa contro il tempo è cominciata.

Da quanto risulta al Secolo XIX, Zampini ha promesso ai sindacati che non si farà ricorso alla cassa integrazione: in caso di forte ammanco di ore potrebbero essere necessari i contratti di solidarietà. La penuria di ordini con cui è alle prese Aen assume contorni surreali se si pensa all’Iran, storico partner e straordinario investitore in infrastrutture. I rapporti politici tra Italia e Stati Uniti e il fatto che dentro Cdp ci siano le banche internazionali rende «inopportuno» per Ansaldo Energia partecipare a gare iraniane. Una limitazione che affligge tutte le società italiane che hanno rapporti commerciali con quel Paese, fa notare la ministra della Difesa Roberta Pinotti: «Abbiamo ben presente il problema». Chissà se, e come, lo affronterà il prossimo governo.

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