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Vaghi (Piaggio Aerospace): «Esuberi? I sindacati sapevano» / IL COLLOQUIO

Genova - Per l’ad di Piaggio Aerospace «usare la parola licenziamenti è del tutto fuorviante».

Genova - Per l’ad di Piaggio Aerospace «usare la parola licenziamenti è del tutto fuorviante». Renato Vaghi, da quasi due anni al vertice del gruppo aeronautico, spiega al Secolo XIX-The MediTelegraph che per i 114 lavoratori «è stata attivata una procedura di mobilità, come peraltro si sapeva da tempo. Questi esuberi sono il risultato del piano industriale del 2014: il nuovo piano non prevede esuberi tra gli attuali 1.200 lavoratori».

Il caso che riguarda il futuro - oggi più che mai incerto - di 80 lavoratori di Genova e 34 di Villanova d’Albenga interessa dipendenti che sono in cassa integrazione da quattro anni e che per l’ad di Piaggio «già sapevano, sindacati compresi, che nessuno di loro rientrava più nell’organico presentato dal gruppo all’interno dell’ultimo piano industriale». Il numero uno della società che fa capo al fondo emiratino Mubadala garantisce «massima disponibilità» al dialogo per trovare una soluzione «che sia la migliore possibile per queste 114 unità produttive». «Abbiamo - sottolinea - già programmato alcuni incontri con sindacati e istituzioni, sia a livello locale che al ministero dello Sviluppo economico. Saremo presenti a tutti i tavoli e faremo, per quello che possiamo, tutto il possibile a favore di questi lavoratori. Ma, sia chiaro, da parte della nostra azienda non ci sarà nessun passo indietro».

Per quanto riguarda la produzione di Piaggio, la parte che riguarda manutenzione e realizzazione motori non rientra più negli asset strategici dell’azienda, che ha deciso di concentrarsi sulla produzione di velivoli, civili e militari. Il gruppo ha poi in piedi una trattativa già avviata con la società Pac Investment per vendere i diritti di proprietà intellettuale e il diritto di produrre il velivolo P180. Ma l’intera produzione resterà nello stabilimento di Villanova d’Albenga. La produzione, secondo quanto annunciato dalla società, continuerà a concentrarsi su diversi progetti che riguardano, in particolare, i droni militari P1HH e P2HH.

«Non ci saranno altri cambiamenti», sottolinea Vaghi. Il numero dei dipendenti presenti a Genova - aggiunge - non calerà, così come non ci saranno riduzioni per il personale di Villanova. Facciamo fede al piano presentato pochi mesi fa, dove tutto è stato scritto nero su bianco». Quest’azienda - spiega l’ad - ha dovuto scegliere quale strategia adottare per continuare a crescere e abbiamo cercato di fare una programmazione che potesse garantire il maggior numero di posti di lavoro in Liguria e contemporaneamente permettere alla società di avere un futuro nel medio-lungo termine».

Secondo Vaghi, la convocazione di un incontro al Mise per discutere sul futuro dei lavoratori rappresenta un atto «doveroso da parte del governo».

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