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Il nuovo ponte monitorato come una nave

Genova - Nel mondo delle comunicazioni navi, treni e aerei viaggiano con sempre più imponenti controlli da remoto, mentre le infrastrutture energetiche (dighe, oleodotti, reti elettriche ecc...) sono monitorate in ogni loro punto. All’appello mancano i porti nel loro insieme e le strade quasi per intero

Genova - Nel mondo delle comunicazioni navi, treni e aerei viaggiano con sempre più imponenti controlli da remoto, mentre le infrastrutture energetiche (dighe, oleodotti, reti elettriche ecc...) sono monitorate in ogni loro punto. All’appello mancano i porti nel loro insieme (che sono infrastrutture-industrie, alle prese con complessi problemi di automazione) e le strade quasi per intero, come rivelato tragicamente dal crollo del Ponte Morandi.

Il Centro di competenza di Genova si candida per il monitoraggio del nuovo ponte sul Polcevera: nato a maggio di quest’anno, il “competence center” è previsto dal piano Industria 4.0 dello scorso governo e confermato dall’attuale esecutivo. L’iniziativa serve a razionalizzare, in una cornice pubblico-privata, gli sforzi delle imprese del territorio sul tema dell’industria di ultima generazione. A Genova è guidato dal Cnr e mette insieme Regione, Autorità portuali, Università e big industriali come Abb, Ansaldo Energia, Ansaldo Sts, il Cetena, Leonardo, Iren, il Rina, l’Iit, Liguria Digitale, numerose start-up e Confindustria: «In Italia i Centri sono otto - spiega Roberto Marcialis, direttore del Cnr di Genova - e in sostanza mettono insieme le conoscenze dei cluster industriali delle varie aree del Paese: industria automobilistica a Torino, la manifattura a Milano e così via. Genova è focalizzata sulla sicurezza delle infrastrutture strategiche» mettendo insieme i due connotati dell’industria ligure, trasporti e tecnologia.

«Vorremmo proporci - dice Marcialis - per realizzare un sistema di monitoraggio intelligente del nuovo ponte: Genova, e l’Italia, hanno bisogno di ripianificare la sicurezza delle infrastrutture critiche. Le aziende e gli enti che fanno parte del Centro possono monitorare gli aspetti della sicurezza dalla progettazione, della costruzione e dell’opera una volta terminata, via via utilizzando le capacità delle aziende che fanno parte dell’associazione» con strumenti statutari che evitino conflitti di interesse (quindi evitando, per esempio, che il Cetena, società Fincantieri, possa trovarsi in una situazione di “controllore che controlla il controllato”). «Un aspetto fondamentale dell’industria 4.0 oggi è quello della sensoristica - prosegue Marcialis - che permette un monitoraggio dell’opera in tempo reale» e permettendo quindi di valutare momento per momento il reale stato di salute delle grandi opere. «Questo sistema, restituisce in tempo reale lo “stato dell’opera” attraverso una piattaforma digitale che riporta le condizioni di esercizio sulla base delle informazioni monitorate (carichi, sofferenza, spostamento, corrosione) ed è quello che per esempio utilizziamo in alcune grandi opere in Italia e nel mondo, come il ponte di Izmit in Turchia» spiega Roberto Carpaneto, responsabile del Centro di competenza per il Rina. I metodi di applicazione della tecnologia intelligente sono molti: ad esempio, riprendendo le tecnologie satellitari utilizzate per sorvegliare il movimento delle placche terrestri o anche utilizzando l’Internet delle cose.

Niente promesse roboanti, solo un’auto-candidatura: il Centro nei fatti si limita a una proposta, con l’idea, però «di poter creare delle best practies nella costruzione e nella gestione delle infrastrutture italiane, e facendo di Genova il riferimento di queste buone pratiche» dice Marcialis.

Finanziato, se camminerà con le proprie gambe, per 7,5 milioni di euro in tre anni, il Centro di competenza è nato a Genova lo scorso maggio. I primi progetti dovevano essere focalizzati sui porti liguri e sulla loro necessità di innovazione tecnologica per rimanere sul mercato.

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