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Oceani sempre più sorvegliati dal cielo / FOCUS

Genova - L’utilizzo di veicoli spaziali per osservare i movimenti delle unità in navigazione, monitorare gli incidenti e avviare così un’azione preventiva, è in costante crescita e risulta essere il mezzo migliore per il presidio delle attività oceaniche.

Genova - L’attività marittima sarà sempre più controllata dall’alto. L’utilizzo di veicoli spaziali per osservare i movimenti delle unità in navigazione, monitorare gli incidenti e avviare così un’azione preventiva, è in costante crescita e risulta essere il mezzo migliore per il presidio delle attività oceaniche. Da qualche giorno, grazie al lancio di un “doppio satellite”, l’attività di sorveglianza delle navi in mare è stata rafforzata.

I paesi protagonisti di questa operazione sono il Regno Unito, dove è avvenuta la progettazione e la produzione dei due satelliti in questione, e l’India. Quest’ultima, infatti, è stata la piattaforma di partenza: i due satelliti sono stati lanciati da una base indiana e, una volta in orbita, saranno in grado di fornire alle unità in navigazione un servizio di monitoraggio di alto livello grazie ad una tecnologia basata sull’utilizzo di immagini radar.

La Surrey Satellite Technology, azienda specializzata con sede sul territorio del Regno Unito, ha confermato il buon esito del lancio dei due satelliti che forniranno un servizio di “sorveglianza ad alta risoluzione” sugli oceani mondiali, per monitorare e prevenire gli incidenti, le perdite di carburante e le attività marittime illegali.

I satelliti – NovaSAR-1 e SSTL S1-4 – sono stati lanciati dal Satish Dhawan Space Centre a Sriharikota, in India, lo scorso 16 settembre. Il dislocamento è avvenuto in un’orbita parallela a quella solare, 580 chilometri al di sopra della terra, da Antrix Corp su un veicolo di lancio della Indian Space Research Organisation launch vehicle.

NovaSAR-1, è dotato del primo radar di apertura sintetico (SAR, synthetic aperture radar) prodotto interamente nel Regno Unito e che testerà il radar S-band per il controllo remoto delle navi. Il SAR può visualizzare la terra ventiquattro ore su ventiquattro, notte e giorno, e fornire immagini anche attraverso le nuvole. La Surrey Satellite Technology ha dichiarato che il “payload” SAR installato sul satellite NovaSAR-1 dispone di una modalità marittima dedicata in grado di monitorare l’ambiente marino in un’area che può estendersi fino a 400 chilometri. Il satellite, inoltre, dispone anche di una tecnologia “ad hoc” proprio per il monitoraggio delle attività di shipping. Grazie alla combinazione di questi meccanismi tecnologici, il veicolo spaziale potrà fornire informazioni relative alle navi monitorate in modo simultaneo rispetto al cosiddetto Ais (automatic identification system), per tracciare i percorsi delle unità osservate.

NovaSAR-1 è dotato anche di tre modalità addizionali per la gestione delle immagini tramite altrettante applicazioni, quali ad esempio il monitoraggio dei flussi e strumenti relativi al settore agricolo e forestale. Il satellite è stato interamente progettato e realizzato dalla britannica Surrey Satellite Technology, mentre il payload S-band SAR è stato sviluppato dalla Airbus Defence and Space. Il ricevitore Ais, infine, è stato fornito dalla Honeywell Aerospace.

Il secondo satellite – SSTL S1-4 – è, invece, un satellite di osservazione della terra simile ai tre TripleSat, i cosiddetti “satelliti di costellazione” lanciati nel 2015. Il veicolo verrà utilizzato soprattutto per il monitoraggio delle attività agricole e per attività affini quali la classificazione dei terreni e la gestione delle risorse naturali, ma anche per governare il “disaster monitoring”, ovvero il monitoraggio delle calamità, grazie all’utilizzo di un potente “imager” ad alta risoluzione a bordo del veicolo spaziale

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