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Politica: la blockchain fa il suo esordio nella manovra

Roma - L’innovazione digitale entra nella manovra attraverso la blockchain e l’intelligenza artificiale.

Roma - L’innovazione digitale entra nella manovra attraverso la blockchain e l’intelligenza artificiale. Nel decreto semplificazione approvato dal cdm è previsto infatti un fondo riservato al finanziamento di progetti pilota che - con l’utilizzo di queste due tecnologie - si dedicheranno alla certificazione dei prodotti Made in Italy. Sempre nello stesso decreto, sono contenute anche le definizioni normative dei registri distribuiti (appunto quelli costituiti attraverso la blockchain). Un fondo di venture capital, costituito con l’aiuto di Cassa Depositi e Prestiti, si occuperà invece di sostenere finanziariamente le startup innovative che decidono di investire in questa tecnologia. Sempre per le startup, ma anche per le Pmi innovative e per gli incubatori, si prevede una riduzione degli oneri.

A confermare che su questi temi l’impegno del governo «è massimo» è Marco Bellezza, consigliere giuridico del vicepremier e ministro Luigi Di Maio, che durante un convegno organizzato da Digital360 ha spiegato come l’idea dell’esecutivo «soprattutto sul 4.0, è quella di prendere le risorse esistenti, metterne di nuove e orientarle verso Pmi e startup». Sulla blockchain l’intervento previsto nel decreto segue quella che ormai è una vera e propria strategia. Il governo infatti ha a cuore il tema e già lo scorso 27 settembre ha aderito alla Blockchain Partnership Europea, partita in primavera e da cui l’Italia era rimasta fuori. Altro intervento in materia blockchain è stata la a manifestazione d’interesse avviata dal Mise per la selezione di trenta componenti di un gruppo di esperti di alto livello (la call è ancora aperta, le domande si possono inviare fino al 28 ottobre).

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