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«Security, Mediterraneo ancora a rischio» / IL CASO

Genova - Secondo i dati 2018 di Imb, le aree di maggior allarme sono però il West Africa e il Far East.

Genova -La pirateria ha rialzato la testa nel corso del 2018, secondo l’ultimo rapporto di Imb (International maritime bureau), l’ufficio dell’International Chamber of commerce che monitora gli attacchi avvenuti nelle acque di tutto il mondo. Gli episodi di pirateria sono aumentati da 180 nel 2017 a 201 nel 2018. Il Piracy reporting centre dell’Imb, che ha redatto il rapporto, ha puntato l’attenzione sulle aree del mondo più a rischio, ossia il Golfo di Guinea, dove gli attacchi sono più che raddoppiati, e il Sud-Est asiatico. Ma qual è la situazione nelle acque più vicine all’Italia, fra Oceano indiano e mar Mediterraneo, in particolare quelle del Medio Oriente? «Parlare del Medio Oriente - risponde Jacob P. Larsen, capo della security marittima di Bimco, una delle maggiori associazioni armatoriali internazionali - come di un singolo problema di sicurezza è generalizzare un po’ troppo».

Secondo l’esperto del Bimco, in questa regione ci sono tre aree critiche dal punto di vista della sicurezza, ognuna con le sue caratteristiche. Al primo posto è ancora il Golfo di Aden, che fino a pochi anni fa era l’area più calda del pianeta e che oggi è stato superato dal Golfo di Guinea. A preoccupare non sono più i pirati somali, ma la guerra in Yemen.
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