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Distributori Gnl, in Liguria ancora un anno di attesa

Genova - Il Gnl è metano allo stato liquido, conservato a 140-160 gradi sotto lo zero e usato come carburante. Diversi armatori stanno costruendo intere flotte a Gnl in risposta all’Organizzazione marittima internazionale.

Genova - Il primo è del 2014, nel 2017 erano già in 15, oggi sono 47. «Crescono come funghi». Valter Ferrarini tiene d’occhio il sito di Federmetano e sorride mentre scorre le statistiche dell’associazione metaniera e si convince sempre più che i distributori di gas naturale liquefatto, Gnl, sono il business del momento. Ferrarini vuole approfittarne e portarne uno in Liguria. Sarebbe il primo della regione.
Il trentottenne imprenditore emiliano è socio e dirigente di un’azienda, X3 Energy, che si occupa di efficienza energetica e distribuzione di gas e che a dicembre ha comprato la Spigas Auto, una piccola società ligure. Spigas aveva già avviato le pratiche per costruire un distributore di Gnl nel retroporto della Spezia, a Santo Stefano di Magra. Le pratiche sono andate per le lunghe e soltanto un mese fa, il quattro maggio, la regione ha dato il suo consenso. La palla passa ora a Santo Stefano, che entro l’estate dovrebbe discuterne in consiglio comunale. Ferrarini spera che il cantiere cominci a gennaio e si concluda a inizio estate 2020.

Il Gnl è metano allo stato liquido, conservato a 140-160 gradi sotto lo zero e usato come carburante. Diversi armatori stanno costruendo intere flotte a Gnl in risposta all’Organizzazione marittima internazionale, che dal primo gennaio 2020 ha deciso di ridurre la percentuale di ossidi di zolfo, nelle emissioni delle navi, dal 3,5% allo 0,5%. Anche il trasporto su gomma si sta portando avanti. Aumenta il numero di auto che funzionano a gas naturale compresso, metano stoccato ad alta pressione: quasi 32.800 le immatricolazioni in Italia nel 2017, più di 37.400 nel 2018 secondo l’Unrae, Unione dei rappresentanti di auto; aumentano i camion alimentati a Gnl, che rispetto al gas compresso garantisce un’autonomia molto superiore, fino a 1.600 chilometri con un pieno. Più o meno in contemporanea con Santo Stefano di Magra, un secondo distributore ligure di Gnl dovrebbe nascere alle spalle di un altro porto della regione. A Vado, poco distante dalla nuova piattaforma Maersk quasi ultimata, un’altra azienda, Blue Fuel, si è aggiudicata con asta comunale un’area di 6 mila metri quadrati. Il progetto dev’essere approvato, ma secondo le previsioni del presidente di Blue Fuel, Massimo Calvi, anche in questo caso l’opera sarà pronta entro i primi sei mesi dell’anno prossimo.

«Costruirlo costerà 1,7 milioni di euro. Per avere un ritorno ci aspettiamo di fare il pieno di Gnl ad almeno 4 tir al giorno», dice Calvi. I costi e le previsioni di Ferrarini sono simili; entrambi gli imprenditori si mostrano ottimisti. Ferrarini ricorda che «in Italia ci sono già 2.000 camion a Gnl», Calvi che «il valico di Ventimiglia registra di gran lunga il traffico maggiore di mezzi pesanti del Nord Ovest» e che «sempre più le multinazionali della grande distribuzione richiedono ai propri autotrasportatori una percentuale di mezzi a propulsione “ecologica”». Lc3, una ditta di autotrasporti umbra, è stata la prima a crederci e oggi ha più di cento camion a Gnl. Sei di questi, fino a pochi mesi fa, andavano e venivano ogni giorno dal porto della Spezia. Poi la ditta li ha sostituiti con camion a diesel, vista l’assenza di distributori. Ma è pronta a ripristinarli non appena Santo Stefano avrà la sua nuova stazione di servizio.

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