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Isotta Fraschini, ecco il piano di rilancio / ANALISI

Bari - Isotta Fraschini (Ifm), controllata del gruppo Fincantieri, ha completato la qualifica e avviato la produzione dei nuovi generatori a gasolio per i pattugliatori polivalenti d’altura (Ppa) della Marina miliare italiana

Bari - Isotta Fraschini (Ifm), controllata del gruppo Fincantieri, ha completato la qualifica e avviato la produzione dei nuovi generatori a gasolio per i pattugliatori polivalenti d’altura (Ppa) della Marina miliare italiana: «Ifm diventerà un centro d’eccellenza di nicchia nel settore della generazione, stoccaggio di energia elettrica e della meccatronica - spiega Alberto Maestrini, direttore generale di Fincantieri - raccogliendo insieme centri universitari, aziende pugliesi e sfruttando la rete delle società del gruppo Fincantieri». Con una cerimonia presso la sede di Ifm a Bari, alla presenza del Comandante in capo della Squadra navale, l’ammiraglio Donato Marzano, del direttore Armamenti navali (Navarm), l’ammiraglio Matteo Bisceglia e dello stesso Maestrini, è stato celebrato il completamento dell’attività di certificazione e la presentazione del generatore diesel di nuova generazione 16V170C2Me per applicazioni navali destinato alla Marina: «Il nuovo sistema diesel di generazione elettrica sviluppato interamente in Italia è in produzione per la nuova classe dei Ppa» sottolinea Bisceglia, aggiungendo che «il primo lotto di quattro sistemi è in fase di accettazione e produzione per l’installazione sulla quarta unità della classe Ppa».

Nel corso della cerimonia è stato presentato e avviato il primo gruppo elettrogeno, mentre i rimanenti sono in fase di produzione e assemblaggio presso lo stabilimento della Ifm. La classe di unità tipo Ppa è composta da sette navi con l’opzione per altre tre: «Con un programma sfidante - evidenzia il presidente di Ifm, Sergio Razeto - che ha visto il coinvolgimento dallo sviluppo alla certificazione di una squadra che includeva personale di Fincantieri, capocommessa del programma Ppa, di Navarm, dell’Occar e della Isotta, abbiamo sviluppato e certificato un nuovo diesel generatore da 1.600 kWe a 1.200 giri al minuto per le specifiche esigenze presenti e future della Marina, che incorpora le più avanzate tecnologie sul mercato e proprietarie di Ifm, fra cui per la prima volta il sistema Selective Catalytic Reduction (Scr) destinato alla riduzione delle emissioni in atmosfera per la conformità alla regolamentazione Imo Marpol Tier III». Nata a Milano nel 1900 come officina per automobili e trasferitasi a Bari nel 1970, entrando nella costellazione delle società di Fincantieri nel 1980, Ifm è un’azienda che progetta e produce motori diesel e le loro applicazioni in campo marino, ferroviario e industriale. Più di un secolo di storia durante la quale la società ha trasformato e rinnovato la produzione.

Ifm ha sviluppato in casa e produce sempre nel proprio stabilimento di Bari due classi di moderni motori diesel ad alta velocità comprendente la Serie 1.300 e la Serie 1.700 con applicazioni che spaziano dal settore marittimo a quello industriale: motori propulsivi, gruppi elettrogeni principali e di emergenza, generatori di bordo e a terra, motori industriali, pompe antincendio, motori principali per le altre applicazioni marittime e industriali. La gamma di generatori e motori amagnetici ha fama mondiale per le unità cacciamine, oggi utilizzatre dalle Marine italiana, degli Stati Uniti e di altri Paesi nel mondo.

In particolare, Ifm ha fornito i diesel generatori per le unità tipo Orizzonte della Marina italiana e francese, così come per le Fremm italiane e adesso per le unità tipo Ppa, cui si aggiunge la Guardia costiera italiana con i motori propulsivi e generatori delle unità classe Fiorillo, e delle classi 200 e 800. Negli Stati Uniti, Isotta ha fornito i sistemi per i cacciamine classe Avenger e Osprey, le Littoral Combat Ship (Lcs) classe Freedom costruite presso i cantieri Marinette Marine di Fincantieri e le Expeditionary Fast Transport (Epf), la Guardia costiera Usa con River Bouy Tender o unità da lavoro fluviali, Tra i clienti figurano anche la Marina di Singapore (fregate classe Formidable), della Corea del Sud (per unità cacciamine) e dell’India per le unità cacciamine, e per quelle da supporto e rifornimento in mare (queste ultime costruite da Fincantieri).

Ifm fornisce anche attività di packaging o preparazione del modulo completo delle turbine a gas Rolls-Royce Mt30 destinate sia alla Marina italiana per la Lhd e già consegnate, sia alla Marina della Gran Bretagna per le fregate Type 26, a cui si aggiunge la di fornitura di gruppi elettrogeni d’emergenza per il settore crocieristico (Costa Crociere e Viking). Sfruttando l’esperienza ma anche le problematiche incontrate con le precedenti forniture, in particolare quella per le Fremm, Ifm ha accettato di portare a termine «un programma di sviluppo e certificazione del nuovo diesel generatore con una fase di sviluppo e prova del prototipo per 1.400 ore, cui ha seguito la fase di test e validazione dell’intero sistema con un motore di pre-serie, e il sistema di riduzione delle emissioni in atmosfera (Scr), prima realizzazione di Ifm, che ha visto il sistema completo effettuare 1.200 ore di funzionamento. Infine, la prova finale e certificativa del motore, della durata di 1.100 ore di moto con un carico medio dell’80% di potenza (al pari delle altre fasi) che si è sviluppata fra gennaio e marzo 2019 - spiega il responsabile del Programma per Ifm, Natale Miranda. «Il programma - aggiunge Giovanni Bruni, direttore delle Operazioni di Ifm - ha in effetti richiesto 40 mila ore di sviluppo e test e 16 mila ore uomo per un prodotto che risponde alle certificazioni Marpol, Rinamil e Nato, in quest’ultimo caso per i parametri di qualità. In particolare, quello Marpol Tier III viene soddisfatto dall’impiego con l’Scr, come nel caso dell’utilizzo in porto per assicurare energia alla nave». Un programma che la direzione della Navarm ha richiesto alla luce delle problematiche riscontrate sui diesel generatori delle Fremm, e alle quali il personale di Ifm ha sopperito, risolvendole con successo, non essendoci stati problemi di sorta da oltre due anni ad alcun sistema imbarcato sulla componente delle navi Fremm.

Con uno stabilimento caratterizzato da tre principali aree dedicate rispettivament e alle lavorazioni meccaniche, al montaggio e al magazzino, nonché un’area di collaudo gruppi elettrogeni allo state dell’arte, la più grande del Meridione d’Italia, e una forza lavoro di 150 persone, Ifm in questo momento sta lavorando alla fornitura dei generatori diesel per i programmi americani delle Lcs e delle Epf, cosi come al packaging o allestimento del modulo per le turbine Rolls-Royce Mt30. Ma il programma Lcs sta andando verso il completamento cosi come quello delle Epf, si evidenzia così la necessità di cercare nuovi ordinativi sul mercato, nonostante l’attività di revisione e supporto dei motori in servizio offra oggi un carico di lavoro che Razeto indica in circa due anni. Se il nuovo sistema destinato alle Ppa viene oggi già offerto sul mercato internazionale, «come nel caso del programma Ffg(X) per le nuove fregate della Us Navy - spiega Razeto - occorrono nuovi sviluppi, capacità e personale specializzato».

In quest’ottica si pone l’annuncio dato da Razeto della creazione nell’ambito della stessa Ifm di un centro di Innovazione e sviluppo in collaborazione con il Politecnico di Bari e l’Università del Salento: «Faremo di Ifm - spiega Maestrini - un centro d’eccellenza di nicchia, mettendo a disposizione e fattore comune le capacità del gruppo, e in particolare le sinergie con le società Seastema e Fincantieri Sistemi Integrati». Per il rilancio di Ifm, Razeto e il direttore delle operazioni Giovanni Bruni hanno evidenziato tre progetti principali: il primo denominato “back-to-basic” della durata di un anno, destinato a trovare una soluzione innovativa a tutte quelle problematiche tecniche evidenziate in passato; il secondo riguarda la realizzazione di un nuovo motore industriale che mantenendo il cuore dell’attuale produzione e gamma di potenza sarà fornito di una nuova accessoristica per aggredire con una soluzione allo stato dell’arte un mercato civile annuale stimato a livello mondiale di 60 mila unità nel settore dei gruppi elettrogeni.

Infine, per rilanciare definitivamente la società si lavorerò a un motore di nuova generazione ibrido a doppio carburante, capace di sfruttare sia il carburante marino che il gas naturale liquefatto (Gnl). Isotta si focalizzerà anche sulle fuel cell, le batterie al litio e le energie rinnovabili, destinate secondo i piani attuali in fase di definizione a vedere la luce grazie a un programma della durata di sette anni.

In parallelo, grazie sempre al centro d’eccellenza, Ifm guarda a nuovi ingegneri e personale qualificato necessari per svecchiare l’azienda e dare linfa vitale ai futuri sviluppi.

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