SERVICES

Vola l’export italiano negli Emirati

Torino - Nel primo semestre 2015 le esportazioni hanno segnato +14,2%, nel settore agro-alimentare +30%.

Torino - Nel primo semestre 2015 l’export italiano verso gli Emirati Arabi ha segnato +14,2%, nel settore agro-alimentare +30%. Il dato, diffuso in occasione dell’apertura del 2/o Turin Islamic Economic Forum, porta l’export dell’Italia ai livelli del Giappone, pari al 50% in più rispetto alle esportazioni dell’India e del 20% del Brasile. Nel primo semestre di quest’anno l’export del Piemonte negli Emirati Arabati è aumentato del 5,5%. Il Forum vede la presenza di 25 Paesi del mondo islamico.

«Qualità e soprattutto competitività sono indispensabili per penetrare nel mercato islamico» dice il segretario generale della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi. Lo conferma Ibtihaj Inas Muhammad, giovane modella, prima donna Musulmana a rappresentare gli Usa nelle competizioni internazionali di spada e imprenditrice della moda. «Anche nel mondo islamico il look è cambiato nelle generazioni - dice - Noi cerchiamo bellezza, sobrietà e buon prezzo, un buon rapporto qualità/prezzo». E che Dubai voglia diventare «capitale dell’economia islamica sviluppando la logistica, le infrastrutture, ma anche il turismo, l’ economia digitale, l’arte e la moda», lo ha rimarcato nel suo intervento il responsabile del Centro di Sviluppo dell’Economia Islamica a Dubai, Saeed Mubarak Khalfan Karbash Al Marri. «Dubai - ha osservato - è una città cosmopolita che intende investire. Il suo obiettivo primario è accelerare lo sviluppo».

La disponibilità ad investire è stata raccolta dal sindaco di Torino, Piero Fassino che, nel portare i suoi saluti, ha sottolineato come dei 10 milioni di metri quadrati di città che negli ultimi vent’anni hanno subito gli effetti della crisi, 6 milioni sono stati trasformati e riqualificati, al passo di una città che ha modificato il suo profilo, ma 4 milioni sono ancora a disposizione di investitori «che vogliono continuare a cambiare con noi questa città». Stessa disponibilità dal rettore dell’Università, Gianmaria Ajani, che nel Campus Einaudi ospita le due giornate del Forum. «La nostra è un’Università che vuole sempre di più essere internazionale, aperta alle sollecitazioni e alla collaborazione con altri Paesi». L’economia è un modo «per far incontrare i popoli e le culture» ha aggiunto il rettore. Gli ha fatto eco Alberto Brugnoni dell’ ASSAIF, il primo ufficio di finanza islamica a operare in Europa: «Dobbiamo sdoganare il termine `islamico´ che fa ancora paura. C’è un’economia islamica come c’è un’economia ebraica, cibo halal come cibo kosher. Il mondo islamico rappresenta una colossale risorsa, con spazi di mercato enormi».(

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››