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Calenda: «Ilva, nuovo tavolo con ArcelorMittal a breve»

Genova - Il gruppo: desiderosi di trovare una soluzione. Bentivogli (Fim): negoziato vero, no a strumentalizzazioni elettorali. L’aggiudicatario sarebbe disposto a riprendere dai 10 mila assunti con un costo medio lordo di 50 mila euro ad addetto.

Genova - Dopo gli scioperi, lo strappo e dieci giorni di silenzio, su Ilva tornano gli annunci. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, annuncia di volere riconvocare il tavolo con sindacati e ArcelorMittal «a breve», già nella prossima settimana. L’indicazione della prossima settimana non è casuale: il 26 ottobre è atteso il pronunciamento dell’Antitrust Ue sulla (eventuale) posizione dominante di Mittal in Europa al lordo dell’acquisizione di Ilva attraverso Am Investco, società controllata all’85% e aggiudicataria della gara, di cui fa parte anche Marcegaglia (15%). A convincere il ministro sarebbero state le informazioni avute dai commissari «che in questi giorni hanno tenuto aperto il dialogo con Am Investco», riportano le agenzie di stampa. Che il dialogo tra le due aziende non si fosse mai interrotto lo aveva raccontato Il Secolo XIX la scorsa settimana, raccontando della disponibilità della nuova proprietà a trattare col sindacato i nodi più delicati della discontinuità contrattuale (anzianità e qualifiche).

Enrico Laghi, Carlo Carrubba e Pietro Gnudi hanno informato Calenda della «disponibilità di Am Investco ad affrontare, conformemente agli impegni presi, i temi essenziali della negoziazione con le rappresentanze sindacali, quali i livelli occupazionali, le garanzie normative e i livelli retributivi». Il colosso sarebbe disposto, scriveva ieri l’Ansa, «a riaprire la trattativa a partire dal livello di 10.000 occupati (e 3.300 esuberi, non più 4.000 grazie a uscite e pensionamenti) con un costo medio lordo del personale di 50.000 euro ad addetto». Il confronto, dice Calenda, «terrà conto della sostenibilità economica e finanziaria del piano industriale». Am Investco affida a una nota la sua posizione: «Siamo desiderosi di trovare una soluzione che assicuri un futuro solido e sostenibile per Ilva e per i suoi stakeholder, compresi ovviamente i dipendenti. È importante incontrare i sindacati per approfondire e discutere il nostro piano industriale e ambientale». Marco Bentivogli, Fim-Cisl, auspica l’apertura di «un negoziato vero che non lasci spazio a strumentalizzazioni elettoralistiche».

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