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Ilva, Emiliano vuole l’Acquedotto nel capitale

Bari - «Se noi troveremo un accordo e se avremo la garanzia della tutela della salute dei pugliesi e in particolare dei cittadini dell’area metropolitana di Taranto, è mia intenzione anche proporre alla nuova proprietà dell’Ilva che una delle società di proprietà della Regione Puglia entri nel capitale della nuova Ilva»

Bari - «Se noi troveremo un accordo e se avremo la garanzia della tutela della salute dei pugliesi e in particolare dei cittadini dell’area metropolitana di Taranto, è mia intenzione anche proporre alla nuova proprietà dell’Ilva che una delle società di proprietà della Regione Puglia entri nel capitale della nuova Ilva».

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, facendo l’esempio di Acquedotto pugliese: potrebbe entrare, «con riferimento alla depurazione dell’acqua» e «sia pure con una quota simbolica, nel capitale. Sarebbe anche - ha aggiunto Emiliano - un gesto di grande intelligenza, della nuova compagine sociale, concedere alla Regione e al Comune di Taranto un consigliere di amministrazione che possa partecipare e conoscere dall’interno tutte le questioni più importanti legate alle attività della fabbrica. In questo modo la fabbrica - ha aggiunto - da essere un castello incantato segreto nel modello di gestione precedente, adesso deve diventare un castello di vetro. Quindi la presenza della Regione e del Comune dentro il capitale consentirà ai nuovi proprietari di Ilva, di stabilire con le comunità locali quel rapporto di collaborazione e fiducia reciproca che è l’unico modo di dare un futuro alla fabbrica». Quanto al modello di gestione precedente «che noi chiamiamo Riva», Emiliano ha detto che, «diciamo la verità, non era nella responsabilità solo dei Riva quella fabbrica isolata e senza democrazia e senza conoscibilità. Era - ha concluso - colpa di tutti, non solo dei Riva».

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