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«Autotrasporto, il sistema più flessibile per le merci deperibili» / INTERVISTA

In Italia movimentate via gomma 16 milioni di tonnellate di ortofrutta, carni e surgelati: la strada permette tempi rapidi di consegna.

IL REEFER è un settore in cui l’autotrasporto offre vantaggi dovuta alla flessibilità del proprio servizio, che ben si accorda con le esigenze di un tipo di prodotto che deve avere tempi certi e rapidi di consegna. Ne è convinto anche Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, una delle molteplici sigle che si contendono la rappresentanza del variegato mondo dell’autotrasporto italiano. Oltre a velocità e certezza dei tempi, l’autotrasporto è anche più funzionale alla distribuzione di una merce, quella refrigerata, che non produce la massa critica di altri tipi di prodotto e che richiede una distribuzione capillare sul territorio.

Qual è il volume di merce deperibile trasportata in Italia via gomma?

«Si tratta - risponde Longo - di circa 16 milioni di tonnellate annue. Di queste, circa 4,5 milioni di tonnellate sono trasportate su distanze entro i 50 chilometri, il resto su distanze più lunghe».

I produttori in questo settore gestiscono in proprio il trasporto o preferiscono affidarsi a imprese specializzate?

«C’è un importante ricorso alle imprese del settore. Il 90 per cento è movimentato da imprese di autotrasporto in conto terzi, mentre il 10 per cento è movimentato in conto proprio da aziende produttrici».

Quali sono i prodotti principali che vengono trasportati?

In primo luogo ortofrutta. Poi carne e pesce, latte e suoi derivati, surgelati e il classico prodotto italiano, il gelato».

Quali sono le condizioni in cui devono essere trasportati questi prodotti?

«Esistono delle temperature minime e massime con cui trasportare certi tipi di derrate alimentari. In particolare, bisogna sapere che la temperatura interna nel furgone Atp (sigla dei mezzi che rispondono ai requisiti dell’Accord sur le transport des denrées périssables, ossia i furgoni isotermici per il trasporto delle derrate deperibili, ndr) non deve mai superare -10° gradi centigradi per il burro; +4° gradi centigradi per la selvaggina; +6° gradi centigradi per il latte industriale; +7° gradi centigradi per la carne (escluso le frattaglie). Durante alcune operazioni di breve durata, è ammesso un innalzamento della temperatura sulla superficie del prodotto in una parte del carico per un massimo di 3 gradi centigradi».

E per quanto riguarda congelati e surgelati?

«Durante il trasporto di derrate surgelate e congelate la temperatura più elevata delle derrate in tutti i punti del carico non deve superare la temperatura indicata di -12° gradi centigradi, a eccezione del burro; -18° gradi centigradi per il pesce; -20° gradi centigradi per il gelato».

Quali sono le norme che regolano questo settore?

«La sigla Atp indica l’accordo internazionale per il trasporto di derrate deperibili concluso a Ginevra nel 1970 e ratificato in Italia il 2 maggio 1977. Le derrate deperibili sono merci che richiedono un rapido consumo o attenzioni particolari per la loro conservazione. La normativa, valida anche nei trasporti nazionali, e aggiornata e integrata nel corso degli anni, interviene sia sui veicoli adibiti al trasporto di derrate alimentari sia sulle condizioni che devono essere osservate durante la fase di trasporto. Le derrate alimentari non deperibili possono essere trasportate con mezzi diversi da quelli che devono controllarne la temperatura, a condizione che siano rispettate le norme igienico-sanitarie comunitarie del “pacchetto igiene”, ovvero quelle stabilite dalle competenti autorità sanitarie, e sia realizzato un sistema di autocontrollo aziendale denominato Haccp. Le carrozzerie, approvate dal competente ufficio Umc in conformità dell’accordo Atp, consentono di trasportare merci deperibili in regime di temperatura controllata, in particolare per il trasporto delle merci solide, liquide, isotermiche, refrigerate, frigorifere, calorifere. L’installazione di una carrozzeria per trasporto di derrate deperibili in regime di temperatura controllata, comporta specifica visita e prova presso il competente Umc. Tale controllo va effettuato periodicamente, la prima volta dopo 6 anni e successivamente per altri 6 anni oppure per altri 3 anni. Al dodicesimo anno l’Atp può ancora essere rinnovato con prove presso Centri autorizzati o Cpa. Quindi le carrozzerie ed i relativi dispositivi termici, approvati o omologati, sono muniti di idoneo attestato Atp e di targhetta di identificazione sulla quale sono riportati i dati di riconoscimento sia della carrozzeria sia del dispositivo termico».

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