SERVICES

Dazi, «a rischiare è soprattutto l’Europa»

Roma - L’impatto diretto dei dazi degli Stati Uniti sulle esportazioni della nostra industria siderurgica «potrebbe essere minimo», ma il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi - intervistato da Stampa e Sole 24 Ore - teme quello indiretto: «il contraccolpo» sull’Europa «rischia di essere molto pesante»

Roma - L’impatto diretto dei dazi degli Stati Uniti sulle esportazioni della nostra industria siderurgica «potrebbe essere minimo», ma il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi - intervistato da Stampa e Sole 24 Ore - teme quello indiretto: «il contraccolpo» sull’Europa «rischia di essere molto pesante. Perché di fronte ad una guerra commerciale noi europei siamo i più indifesi. Rischiamo di esser invasi da milioni di tonnellate d’acciaio prodotte in dumping nel Sudest asiatico». La preoccupazione, «è dove andranno a finire questi 13 milioni e mezzo di tonnellate che gli Usa non prenderanno più. Ammesso e non concesso che i nuovi dazi non riguardino l’Europa, ma altri grandi paesi siderurgici come il Sudest asiatico e l’Ucraina». Noi italiani cosa rischiamo? «Gli Stati Uniti - osserva - non contano tanto per le nostre esportazioni. L’anno scorso mettendo assieme tutte le tipologie di prodotto abbiamo esportato negli Usa 505mila tonnellate di acciaio su una quota di export che oscilla sempre tra i 10 ed i 15 milioni di tonnellate. Questo perché è da tempo che gli americani proteggono i loro mercati». Non bisogna abbassare la guardia - aggiunge Gozzi -. L’Italia è il secondo mercato siderurgico europeo, e una porta d’ingresso verso il continente. Storicamente poi siamo grandi trasformatori, e quindi grandi importatori».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››