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L’economia rallenta, la Cina torna a bruciare carbone

Pechino - Dopo due anni, stop alla svolta verde di Pechino. Il taglio delle emissioni non è più una priorità.

Pechino - La Cina non abbandona il carbone. Secondo i dati pubblicati lo scorso 28 febbraio dal National Bureau of Statistics, nel 2018 i consumi di carbone nel paese asiatico sono cresciuti, interrompendo il trend in diminuzione avviato nel 2014.

Il picco era stato toccato nel 2013, quando si era raggiunta la quota di 4,24 miliardi di tonnellate. Grazie agli sforzi del governo cinese - nell’ottica di un miglioramento complessivo della struttura energetica del paese e dell’abbassamento dei livelli di inquinamento atmosferico - negli anni successivi i livelli di consumo di carbone sono scesi. Già nel 2017, tuttavia, cominciava a verificarsi un cambio di rotta, con un leggero aumento dei consumi. Secondo gli esperti, i dati riferiti al 2018 - che purtroppo confermano la direzione già intrapresa l’anno precedente - suggeriscono che Pechino non annovera più, tra le sue azioni prioritarie, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni, subendo la pressione derivante dal rallentamento generale della sua economia.

Conseguenza diretta dell’incremento dei consumi di carbone è, ovviamente, l’immediato aumento del livello delle emissioni di CO2. Greenpeace, a questo proposito, ha calcolato che la crescita ha raggiunto il 3% lo scorso anno, l’aumento più significativo registrato dal 2013.
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