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Ex Ilva verso il fermo di altri due altoforni

Taranto - ArcelorMittal sta fermando nello stabilimento siderurgico di Taranto (ex Ilva), l’altoforno 4, uno dei tre attualmente operativi nella fabbrica. La fermata sarà per 12 ore ma non si esclude un arco di tempo superiore

Taranto - ArcelorMittal sta fermando nello stabilimento siderurgico di Taranto (ex Ilva), l’altoforno 4, uno dei tre attualmente operativi nella fabbrica. La fermata sarà per 12 ore ma non si esclude un arco di tempo superiore. Sarà fermato successivamente anche un altro altoforno, probabilmente il 2, riempiendolo di carbon coke per tenerlo al minimo tecnico. Tutto questo è determinato da quanto si è creato a valle degli altiforni. La ghisa prodotta dagli altiforni viene, infatti, inviata con i carri siluro nelle acciaierie per la successiva lavorazione e trasformazione, ma allo stato ci sono 27 carri siluro pieni, che non possono avanzare, e le acciaierie non vanno perchè ci sono moltissimi lavoratori che si sono messi in malattia da quando mercoledì sera Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Ugl hanno indetto lo sciopero ad oltranza a seguito di quanto avvenuto sul quarto sporgente portuale delle stabilimento, dove una tromba d’aria ha fatto crollare in mare una gru addetta al movimento delle materie prime, trascinando con sè anche il gruista che era nella cabina di guida, Cosimo Massaro. L’uomo risulta ancora disperso poiché il corpo, nonostante le ricerche dei sommozzatori, non è stato ancora ritrovato.

Con la fermata dei due altiforni, il siderurgico resterebbe in attività solo con un altoforno, il cui mantenimento è essenziale ai fini della sicurezza e della gestione dei gas connessi al ciclo produttivo.

A parte i lavoratori che si sono messi in malattia a fronte dello sciopero ad oltranza, poi sospeso giovedì sera tardi quando è arrivata la convocazione al ministero dello Sviluppo economico del ministro Luigi Di Maio per lunedì prossimo, ci sono altri lavoratori che non hanno condiviso il fatto che le sigle sindacali abbiano frenato sulla protesta. Tanto più, osservano questi lavoratori, che in fabbrica i problemi di sicurezza sono evidenti e il corpo senza vita del gruista disperso in mare non è stato ancora recuperato.

Alle polemiche, Fim, Fiom e Uilm hanno replicato affermando che sicurezza e risanamento ambientale della fabbrica restano prioritarie e indiscusse, che lunedì andranno al vertice con Di Maio chiedendo impegni precisi, e che dopo la riunione al Mise sarà deciso con i lavoratori come proseguire.

Infine, sull’altoforno 2 c’è il sequestro senza facoltà d’uso che il sostituto procuratore Antonella De Luca ha ripristinato nei giorni scorsi perchè è stato accertato che l’azienda non ha effettuato tutte le prescrizioni di messa a norma che si era impegnata a fare dopo l’incidente mortale sul lavoro di giugno 2015 (vittima Alessandro Morricella, investito e gravemente ustionato dalla ghisa).

Il sequestro è scattato di nuovo (l’azienda aveva avuto a settembre 2015 una restituzione condizionata) perchè il giudice dell’udienza preliminare, Pompeo Carriere, ha respinto l’istanza di dissequestro presentata da Ilva in amministrazione straordinaria in quanto una serie di perizie ha evidenziato che l’azienda non aveva effettuato tutti i lavori di sicurezza che si era impegnata a fare con la Procura.

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