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Libia, tentato golpe contro il governo di al-Serraj

Tripoli - L’ex premier del governo di salvezza libico mai riconosciuto dalla comunità internazionale, Khalifa Ghweil, non si vedeva a Tripoli da fine marzo. Ritornato in città con le milizie a lui fedeli, ha occupato venerdì sera la sede del Consiglio di Stato.

Tripoli - Ore di tensione a Tripoli dove uomini legati all’ex governo islamista, scalzato ad aprile dal governo di unità nazionale voluto dalla comunità internazionale, hanno tentato di rovesciare il premier Fayez al-Serraj. Ed è un segnale della situazione confusa nella capitale, oltrechè della debolezza del governo di unità nazionale, che in sei mesi ancora fatica a imporre la sua autorità in tutto il Paese. L’ex premier del governo di salvezza libico mai riconosciuto dalla comunità internazionale, Khalifa Ghweil, non si vedeva a Tripoli da fine marzo. Ritornato in città con le milizie a lui fedeli, ha occupato venerdì sera la sede del Consiglio di Stato, uno degli organismi creati con l’accordo di riconciliazione sotto gli auspici Onu, dichiarandosi di nuovo in sella. Recuperata l’antica sede, nel cuore del complesso Rixos, Ghweil ha dichiarato la legittimità del suo governo, ha chiesto ai suoi ministri di riprendere servizio, invitato il Parlamento di Tobruk a sostenerlo e ha invitato a considerare «sospesi» tutti gli uomini del governo di unità nazionale. Per Ghweil «il governo di riconciliazione provoca divisioni tra i libici e tutti i suoi provvedimenti vanno considerati illegittimi»; ha quindi annunciato «lo stato d’emergenza» a Tripoli. Immediata la reazione dell governo di riconciliazione nazionale del premier Fayez al Sarraj che ha ordinato l’arresto dei golpisti e ha definito «illegale» l’occupazione della sede del Consiglio di Stato.

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Al momento, secondo fonti locali, le milizie a lui fedeli controllano la capitale libica. Condannando l’azione del gruppo armato e denunciando i «tentativi di sabotare l’accordo politico promosso dalle Nazioni Unite, Al Serraj ha promesso di «fermare chi tenta di creare istituzioni parallele e destabilizzare la capitale». Il Consiglio di presidenza ha anche chiesto al ministero dell’Interno e alle forze di sicurezza di cooperare con la procura per prendere provvedimenti immediati «contro chi ha pianificato e eseguito l’assalto: consideriamo l’attacco alla sede del Consiglio di Stato un tentativo di continuare a boicottare e ostacolare l’esecuzione degli accordi di riconciliazione nazionale». Ora la situazione a Tripoli appare calma, ma l’azione è un brutto colpo per il governo di al-Serraj, formato a marzo sotto gli auspici dell’Onu e della comunità internazionale.

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