SERVICES

Cresce l’impegno italiano in Nord Africa / ANALISI

La Spezia - L’impegno militare in Libia oggi è un impegno italiano,infatti è l’Italia con due missioni a terra ed una serie di operazioni in mare a garantire la presenza più numerosa e qualificata nel Paese nordafricano. Un dispiegamento che potrebbe aumentare in modo considerevole

La Spezia - L’impegno militare in Libia oggi è un impegno italiano, infatti è l’Italia con due missioni a terra ed una serie di operazioni in mare a garantire la presenza più numerosa e qualificata nel Paese nordafricano. Un dispiegamento che potrebbe aumentare in modo considerevole se venisse dato il via, serve solo un accordo ufficiale con il governo locale, alla terza fase dell’operazione Sophia (missione europea a guida e gestione tricolore).

Intanto in Libia è operativa la missione Ippocrate (300 soldati), ovvero un dispositivo sanitario-militare, protetto da un’aliquota di paracadutisti, che sta appoggiando le operazioni di combattimento del governo del generale Khalifa Haftar contro l’Isis a Misurata. «L’operazione Ippocrate ci è richiesta dal governo libico per curare i combattenti impegnati a liberare la Libia dal terrorismo» ha affermato il generale Claudio Graziano, capo di stato maggiore della Difesa, durante la sua recente visita ai militari italiani impegnati a Misurata. «Le nostre Forze armate continueranno ad assicurare la missione fino a quando sarà ritenuto necessario dalle Autorità libiche».

Ma dal 26 settembre 2013 l’Italia è presente in Libia anche con la Missione Italia in Libia (Mil). Si tratta del dispiegamento di unità delle forze speciali e di addestratori per supportare la formazione dell’esercito libico. Quindi addestramento diretto delle forze combattenti libiche attraverso un centro operativo che si trova a Bengasi. Una missione, questa, che nel suo sviluppo ha avuto fasi importanti. Come la sotto-operazione Coorte che aveva l’obiettivo di preparare circa duemila soldati locali, e che oggi potrebbe essere la base di partenza per un rinnovato impegno militare diretto dell’Italia in Libia.

Altro punto nodale della presenza italiana nell’aria libica è nello sviluppo delle operazioni navali: una prettamente nazionale e una in ambito europeo dove comunque l’Italia è il principale referente. Proprio la missione europea prevede una terza fase, siamo oggi alla seconda, con il dispiegamento diretto a terra in funzione del controllo dei traffici migratori, ma anche a difesa del confine sudeuropeo dal rischio terrorismo. Anche qui l’Italia avrebbe il compito fondamentale di garantire il contingente primario su cui poi costruire l’intera missione. Oltre a queste attività ufficiali ci sono poi quelli dell’ intelligence, supportate da altre forze speciali, che operano sempre nell’ambito delle attività di supporto e di acquisizione delle informazioni nel contesto delle più generali attività antiterroristiche coordinate a livello internazionale.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››