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Trump ricorda l’11 settembre. Ma nella sua black-list mancano i Paesi dei kamikaze

Washington - Gli autori degli attentati provenivano dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Egitto e anche dal Libano, tutti Paesi che Trump ha «dimenticato» nel suo provvedimento e in alcuni dei quali possiede asset

Washington - Nel suo ordine esecutivo che sospende l’arrivo da sette Paesi a maggioranza islamica (Siria, Libia, Iraq, Iran, Somalia, Yemen, Sudan) per evitare di far entrare negli Usa eventuali terroristi stranieri, Donald Trump ricorda l’11 settembre, sostenendo che «la politica del dipartimento di Stato impedì ai funzionari consolari di esaminare adeguatamente le richieste di visto di alcuni dei 19 stranieri che finirono con l’uccidere circa 3000 americani». Ma gli autori degli attentati provenivano dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Egitto e anche dal Libano, tutti Paesi che Trump ha «dimenticato» nel suo provvedimento e in alcuni dei quali possiede asset. «Omessa» anche la Turchia (dove Trump è proprietario di due grattacieli), Paese a maggioranza islamica colpita recentemente da un’ondata di attentati.

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