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Rohani è stato rieletto presidente dell’Iran

Teheran - L’esponente riformista ha battuto al primo turno, con il 57% dei consensi, il rivale conservatore, Ebrahim Raisi.

Teheran - È ufficiale: Hassan Rohani è stato rieletto presidente dell’Iran, per un secondo mandato di quattro anni. L’esponente riformista ha battuto al primo turno, con il 57% dei consensi, il rivale conservatore, Ebrahim Raisi. L’annuncio è del ministro dell’Interno, Abdolreza Rahmani Fazli. Rohani ha ricevuto 23 milioni di voti contro i circa 15 milioni di Raisi, che ha avuto una percentuale del 38,5%.

La scheda
Hassan Rohani è stato rieletto presidente dell’Iran, per un secondo mandato di quattro anni. L’esponente riformista ha battuto al primo turno, con il 57% dei consensi, il rivale conservatore, Ebrahim Raisi. Rohani, 68 anni, è nato a Sorkheh il 12 novembre del 1948, da una famiglia di oppositori dell’allora scià di Persia, Reza Pahlavi. È un religioso sciita e un giurista. Politicamente, è di tendenza moderato-riformista e fa parte, dal 1987, del movimento della Società dei chierici militanti. In precedenza, Rohani aveva militato nel Partito islamico repubblicano. Alla fine degli anni Settanta, durante la rivoluzione contro lo Scià, ha ricoperto un ruolo di primo piano, ricevendo il pieno sostegno da parte degli ex presidenti Akbar Hashemi Rafsanjani e Mohammad Khatami, oltre a quello dell’Associazione dei religiosi combattenti, gruppo riformatore legato proprio a Khatami. Tra il 2003 e il 2005, ha ricoperto l’incarico di capo negoziatore per il dossier sul nucleare.
Nel 2013 nella sua prima corsa alla presidenza vinta con uno stretto 50,7% dei consensi, incentrò la campagna elettorale sulla promessa della fine dell’isolamento internazionale e di una società più libera. Effettivamente Rohani ha finalizzato nel luglio 2015 l’accordo sul nucleare, che ha permesso la revoca delle sanzioni internazionali. Accordo intorno a cui si sono levate le critiche degli oppositori del fronte conservatore, che l’hanno accusato di aver svenduto il Paese e allo stesso tempo di non aver ridato ossigeno all’economia. Resta il fatto che, a causa della struttura costituzionale dell’Iran, la politica del presidente deve sempre ricevere l’avallo della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, ma è anche sottoposta all’attento vaglio del potente sistema giudiziario islamico e dei Guardiani della rivoluzione, il corpo armato di élite.

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