SERVICES

Caos Carige, Malacalza: «Mi assumo la responsabilità delle scelte»

«Lettera, quale lettera?», finge di stupirsi Malacalza. Poi, però, il tono si fa più deciso. «Non c’è niente da dire. Le chiacchiere le lascio agli altri. Saranno i fatti a parlare. E io parlo solo con i fatti».

«NO comment». L’inizio non è incoraggiante. Raggiunto al telefono, Vittorio Malacalza non sembra proprio aver voglia di dilungarsi nei particolari di un consiglio di amministrazione, quello di Banca Carige, che tutti concordano nel definire molto agitato e carico di tensione. Il vicepresidente, nonché azionista di riferimento dell’istituto di credito con il 17,58%, prova a negare che ci siano stati problemi.

Eppure fonti vicine al cda parlano di una rottura «difficilmente sanabile» tra il primo azionista, e l’ad Guido Bastianini e di una lettera di sfiducia sulla quale il 9 giugno si dovrà confrontare un nuovo consiglio di amministrazione.

A provocare lo scontro tra il primo azionista e l’ad sono, oltre ai tempi di attuazione del piano industriale, la conversione in azioni del bond subordinato di 160 milioni, in parte nelle mani di Generali, che modificherebbe gli equilibri azionari. «Lettera, quale lettera?», finge di stupirsi Malacalza. Poi, però, il tono si fa più deciso. «Non c’è niente da dire. Le chiacchiere le lascio agli altri. Saranno i fatti a parlare. E io parlo solo con i fatti».

Chi lo conosce sa che non è uomo cui piacciano i fronzoli. Se ha preso carta e penna per stilare una lettera - fanno notare - non lo ha fatto per limitarsi a una missiva formale . Semmai per produrre un elenco di contestazioni minuziose e puntute. Come nel caso del comunicato con il quale mise alla porta il precedente vertice della banca: Cesare Castelbarco e Piero Montani. «Io non metto alla porta nessuno, né do ordini - puntualizza Malacalza - Do dei consigli». Beh, ora consiglia al cda di sfiduciare un amministratore delegato che aveva proposto lei solo pochi mesi fa. «In effetti bisognerebbe riflettere di più sulle persone. Comunque lo ripeto: dicono che io faccio e disfo. Stupidaggini. Le decisioni le prende il consiglio di amministrazione». Certo, lei consiglia solo... Non teme le conseguenze per la stabilità della Carige? La banca potrebbe addirittura essere commissariata dalla Bce. «Sono abituato ad assumermi le responsabilità delle scelte che ritengo giuste. Delle conseguenze non mi interessa. L’importante è essere a posto con la propria coscienza. Non faccio niente in funzione di qualcosa».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››