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Monte dei Paschi, lo Stato (per ora) ha il 53,3% delle azioni

Milano - Alla vigilia dell’approvazione di una semestrale in rosso per circa 3 miliardi di euro, Montepaschi ha ufficializzato la sua nuova composizione sociale.

Milano - Alla vigilia dell’approvazione di una semestrale in rosso per circa 3 miliardi di euro, Montepaschi ha ufficializzato la sua nuova composizione sociale, frutto di quella ricapitalizzazione precauzionale che le ha evitato il crac. L’assegno da 3,85 miliardi di euro staccato dallo Stato nei giorni scorsi lo ha portato a controllare la banca, con una quota del 53,5%. Altri 4,5 miliardi sono arrivati dagli obbligazionisti subordinati coinvolti nella conversione dei loro titoli in azioni, il burden sharing, «che risultano integralmente sottoscritte».

Il capitale sociale di Siena adesso ammonta a 15,7 miliardi di euro, contro i 7,3 miliardi della “vecchia” Mps, ed è suddiviso in circa 1,14 miliardi di azioni: 593,8 milioni sono dello Stato, 517 milioni sono in mano ai titolari di bond convertiti, le restanti sono perlopiù azioni proprie del gruppo Montepaschi. La perdita da 3 miliardi di euro che il cda si appresta ad approvare è legata soprattutto al buco da 3,9 miliardi di euro provocato dalla cessione al 21% del pacchetto da 28,6 miliardi di sofferenze lorde, come previsto dal piano di ristrutturazione scritto insieme a Ue, Tesoro e Banca centrale europea. Il buco, comunque, non allarmerà le autorità di vigilanza. Nei giorni scorsi, Siena ha avvisato Francoforte, ricordando che la solidità dell’istituto è garantita proprio dall’intervento dello Stato. La Bce ha risposto dando il via libera all’operazione e quindi, di fatto, all’avvio del nuovo assetto societario di Montepaschi.

La quota pubblica in Mps è comunque destinata a salire. Il Tesoro ha infatti messo a disposizione altri 1,5 miliardi di euro per acquistare quelle azioni, frutto della conversione dei bond, che i titolari vorranno scambiare con titoli più sicuri. A seconda del grado di adesione a questa opzione - i risparmiatori coinvolti sono un massimo di 40 mila - la partecipazione dello Stato in Mps potrebbe salire fino al 70%. Il prossimo passaggio verso la normalità - che sarà definitiva quando lo Stato potrà rivendere le sue quote in Mps - sarà il ritorno in Piazza Affari, previsto per la fine di settembre. Nel frattempo, il Tesoro potrebbe già aver modificato la fisionomia del cda, che dovrà rispettare il nuovo assetto societario. Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, l’amministratore delegato, Marco Morelli, sarà confermato.

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