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Disastro a Livorno, «è stato un fenomeno secolare»

Firenze - «È stato un evento eccezionale, sicuramente un fenomeno secolare. A memoria nella zona di Livorno e di Pisa non ne ho ricordo. Calcoli che in una notte è caduta la pioggia che nel Livornese cade di solito in 5 mesi».

Firenze - «È stato un evento eccezionale, sicuramente un fenomeno secolare. A memoria nella zona di Livorno e di Pisa non ne ho ricordo. Calcoli che in una notte è caduta la pioggia che nel Livornese cade di solito in 5 mesi». A parlare è Bernardo Gozzini, amministratore unico del consorzio Lamma, Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile, partecipato da Regione Toscana e Cnr. Riguardo a quanti millimetri d’acqua siano caduti la notte scorsa, Gozzini specifica che al pluviometro di Valle Benedetta a Livorno lo scroscio più violento è stato di 38 mm in un quarto d’ora (non 200 come indicato in precedenza dalla Regione). Il picco lo ha totalizzato Quercianella: 42 mm in 15 minuti, intorno alle 3. In totale sul territorio livornese, da ieri sono caduti 260 millimetri di cui 230 in 3 ore, dalle una alle quattro della scorsa notte, e in un’ora, dalle tre alla quattro, sono stati oltre 100. Tanta anche l’acqua registrata dal pluviometro di Bocca d’Arno a Pisa: da ieri mattina 250 mm, solo che la pioggia si è intensificata in un arco di tempo più lungo: 230 mm tra le 19.30 di ieri alle 2 della notte scorsa, punta massima 24 mm in un’ora.

«Precedenti analoghi di piogge così intense e in così poco tempo? - aggiunge Gozzini -. A memoria non ne ricordo su queste zone, in Toscana si può risalire al 2011 in Lunigiana, 400 mm in sei ore. O al 2012, quando ci fu l’alluvione dell’Albegna nel Grossetano». Riguardo all’allerta meteo diramata ieri, Gozzini precisa: «Avevamo fatto un’allerta gialla dalle 21 alle mezzanotte, arancione dalla mezzanotte in poi. Il che significava: previsti temporali poi le piogge si faranno più intense. Ricordo che la delibera prevede l’arancione quando il rischio riguarda l’esondazione di corsi minori, come accaduto a Livorno: la rossa è quando il rischio riguarda corsi maggiori come Arno o Serchio. Noi poi ieri sera abbiamo attivato anche il monitoraggio straordinario, come prevede l’allerta gialla, valutando la situazione critica che si stava sviluppando nella zona: questo significa che a partire dalle 21 abbiamo inviato al sistema della protezione civile regionale bollettini ogni due ore sui livelli delle precipitazioni e su che cosa sarebbe successo nelle ore successive».
Sulla precisione delle previsioni Gozzini infine osserva: «Difficile farle sulla quantità. Certo ci sono certi "ingredienti”, come l’umidità in atmosfera o il gradiente termico, che ci consentono di prevedere maggiore o minore potenza, localizzando una zona, non l’area esatta. Consideriamo poi che veniamo fuori da un’estate lunga e calda e che calda è l’acqua del mare: questo aumenta la potenza delle perturbazioni. Settembre per questo è uno dei mesi a rischio».

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