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Carige, Piazza Affari tiepida sul piano di Fiorentino

Genova - Lunedì inizia il confronto azienda-sindacato sugli esuberi. Gli analisti: «Molte variabili non sono pienamente controllabili».

Genova - Aveva perso l’1,8% giovedì, nel giorno della presentazione del nuovo piano industriale al 2020 di Paolo Fiorentino, manovra basata su ricapitalizzazione prossima al miliardo, taglio del 20% di personale e rete di vendita, drastico alleggerimento dalla zavorra dei crediti deteriorati. E ieri Carige ha registrato un’altra flessione in Borsa: -0,63% a 0,237 euro. Il bond Carige con scadenza dicembre 2020 (scadenza di riferimento per le emissioni dell’istituto) è sceso per la seconda seduta di fila e, da quota 85, è tornato a scambiare a 68. Secondo le case di investimento, gli interventi previsti dal piano di Fiorentino sono logici, ma impegnativi da raggiungere perché molte operazioni programmate dalla manovra - a partire dal riassetto delle obbligazioni istituzionali con conversione di bond subordinati in senior previa sforbiciata sul prezzo - «non è pienamente sotto il controllo del management richiedendo il via libera dei possessori dei titoli».

«La strategia del management potrebbe portare a un significativo rialzo del titolo, ma la ristrutturazione dipende da molte variabili non pienamente sotto il controllo di Carige», spiega Mediobanca Securities sottolineando come la realizzazione della cessione di asset non core e di un esercizio di lme (la conversione dei bond, ndr) di successo siano «cruciali» per facilitare la ricapitalizzazione. «Il piano - afferma Equita - sotto alcuni punti di vista è prudenziale perché non include il beneficio dei modelli interni né la riduzione dello Srep che Bce dovrebbe concedere. Dall’altro lato, i target sono per noi ottimistici in termini di crescita dei ricavi (2019-2020 crescita media annua dei ricavi +12.5%), anche tenuto conto che il numero di filiali scende del 21% tra 2016 e 2018». Il taglio dei costi (-15% in due anni), secondo Equita è «aggressivo». Gli analisti notano anche che 700 milioni di rafforzamento patrimoniale «saranno utilizzati per assorbire i costi di ristrutturazione e la pulizia di bilancio».

A Genova procedono intanto i lavori per la vendita di un pacchetto sino a 1,4 miliardi di Npl. Ieri Claudio Nordio, chief risk officer di Carige, a margine di un evento a Venezia ha detto di aspettarsi «una ventina di offerte non vincolanti» rispetto ai 33 soggetti interessati al dossier. Tra questi c’è anche Banca Ifis: «Stiamo guardando, ma c’è un plotone di gruppi che li guardano», ha spiegato l’ad Giovanni Bossi. Lunedì le organizzazioni dei lavoratori sono state convocate dall’azienda per l’avvio della trattativa sugli esuberi, che sono quasi mille di cui oltre 200 in uscita per cessioni di attività ad altre società. I sindacati hanno già bocciato il piano. Il confronto dovrebbe proseguire giovedì.

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