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Calenda: «Ilva e Tap, il Paese non può morire di veti»

Roma - «In Puglia Emiliano fa ricorso contro l’Ilva perché non va a gas e contro il Tap perché porta il gas. È una situazione surreale».

Roma - «In Puglia Emiliano fa ricorso contro l’Ilva perché non va a gas e contro il Tap perché porta il gas. È una situazione surreale. Noi abbiamo 32.000 chilometri di gasdotti in Italia e il tratto del Tap sono 8 chilometri. Stiamo parlando del nulla, e su questo si scatena una battaglia ideologica. L’Italia rischia di morire di questo tipo di atteggiamento». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, in un’intervista al Qn.
«Non dobbiamo rassegnarci al piccolo cabotaggio - aggiunge -. Questo Paese è grande anche perché c’è l’industria e così deve continuare a essere. Come si devono poter costruire le opere che servono. E si può fare se si capisce che governo, istituzioni e sindacati, pur nella differenza dei ruoli, hanno poi un obiettivo comune. Bisogna lavorare sul merito, non su prese di posizione ideologiche o finalizzate alla campagna elettorale». «Se i partiti non populisti si mettono a fare i populisti promettendo tutto e il contrario di tutto il rischio che vengano sconfitti è alto - conclude -. E in una congiuntura come quella che viviamo, il rischio per il Paese è gigantesco. La prossima legislatura sarà una legislatura cruciale».

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