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Emirati e Arabia Saudita, il 2018 porta la scoperta dell’Iva

Roma - Rivoluzione fiscale in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti dove per la prima volta è stata introdotta l’Iva.

Roma - Rivoluzione fiscale in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti dove per la prima volta è stata introdotta l’Iva. Una svolta storica e necessaria per tentare di rimpolpare le casse dei due paesi del Golfo e rilanciare l’economia provata dal crollo dei prezzi del petrolio. L’imposta al 5% da oggi è applicata su molti prodotti d’uso comune dalla benzina al cibo ai telefoni. Ma anche sui costi delle stanze d’albergo e sulle bollette di acqua ed elettricità. Saranno esenti dall’Iva invece i servizi sanitari, i trasporti pubblici e le operazioni finanziarie. Finisce quindi il sogno del paradiso “tax-free” nel Golfo che per tanto tempo ha attirato lavoratori e turisti da tutto il mondo.

Negli ultimi tre anni, con l’aggravarsi della crisi dei prezzi del petrolio, i paesi dell’area hanno cominciato a discutere della possibilità di introdurre un vero e proprio sistema di tassazione. L’Arabia Saudita, il cui 90% delle entrate proviene dall’oro nero, ha già introdotto una tassa del su tabacco e bevande e ha ridotto alcune forme di sussidio. Gli Emirati, che devono al petrolio l’80% del loro budget, hanno alzato i pedaggi autostradali e la tassa sul turismo. I lavoratori, locali e non, possono consolarsi almeno parzialmente. Non è in programma, infatti, l’imposizione di nessuna tassa sul reddito. L’introduzione dell’Iva è stata decisa nell’ambito del Consiglio di cooperazione del Golfo ed è in linea con le raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale. Secondo il direttore del Fmi per il Medio Oriente, Jihad Azour, la tassa fa parte di una riforma a lungo termine del sistema fiscale per avviare i paesi del Golfo a diminuire la loro dipendenza dal petrolio. Sul rischio che la nuova imposta provochi un rallentamento dei consumi in paesi in cui il costo della vita è già molto alto l’Fmi rassicura: sarà compensato dagli investimenti del governo.
Gli altri Paesi membri, Qatar, Bahrein, Oman e Kuwait hanno tempo fino al 1 gennaio 2019 per applicare la tassa.

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