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Il Mef: «Quattro aziende su dieci non hanno pagato imposte»

Roma - Gli ultimi dati del Dipartimento delle Finanze del Mef mostrano una certa “vivacità” delle società italiane che, addirittura in 4 casi su 10, riescono a non pagare l’imposta su reddito (l’Ires).

Roma - Cresce il reddito imponibile delle società di capitali, le agevolazioni “tirano” (l’Ace, il Patent box, super-ammortamento, etc) e le imposte scendono. Ad esempio, il calo dell’Irap attraverso l’introduzione nel 2015 della integrale deduzione del costo del lavoro dipendente a tempo indeterminato, deduzione pari a 187,2 miliardi di euro, con un risparmio per le aziende, ancora non calcolato, ma stimato intorno ai 6-7 miliardi.

Gli ultimi dati del Dipartimento delle Finanze del Mef mostrano una certa “vivacità” delle società italiane che, addirittura in 4 casi su 10, riescono a non pagare l’imposta su reddito (l’Ires): «Nel 2015 - spiega il Mef infatti - la percentuale delle società di capitali che ha dichiarato un’imposta è pari al 57,9% e sono in crescita rispetto all’anno precedente. Il rimanente 42,1% non ha dichiarato un’imposta o ha un credito». Nell’anno le dichiarazioni Ires delle società di capitali sono state 1.146.097, in crescita rispetto all’anno precedente (+2,1%) per un imponibile di 125,5 miliardi di euro (+2,5% rispetto al 2014). Il 63% dei soggetti ha dichiarato un reddito d’impresa rilevante ai fini fiscali (in crescita rispetto al 61% nel 2014), mentre il 31% ha dichiarato una perdita (33% nel 2014) e il 6% ha chiuso l’esercizio in pareggio. Il reddito fiscale dichiarato, pari a 162,6 miliardi di euro, mostra un incremento (+4,7%) che risulta maggiore nelle regioni del Nord-ovest (+6,0%). Tale incremento è imputabile prevalentemente al settore manifatturiero, il cui reddito fiscale passa da 42,4 miliardi di euro a 48,6.

I soggetti che per l’anno d’imposta 2015 hanno invece presentato la dichiarazione Irap sono pari a 4.331.836 (-2,9% rispetto al 2014). La contrazione ha interessato in misura prevalente le persone fisiche (-5,2% rispetto al 2014) in conseguenza all’introduzione del regime forfetario e le società di persone (-3,0% rispetto al 2014). Ma la novità più importante per l’anno d’imposta 2015 è stata l’introduzione della integrale deduzione del costo del lavoro dipendente a tempo indeterminato, per appunto 187,2 miliardi di euro. Per questo motivo il totale del valore della produzione dichiarato risulta in forte contrazione rispetto all’anno precedente (-34% rispetto al 2014) e ammonta a 402,7 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’Ace (Aiuto alla Crescita Economica), le società di capitali con diritto alla deduzione sono state oltre 302.700 (+8,3% rispetto al 2014) per un ammontare di 18,9 miliardi (+53,7% rispetto al 2014). Il 38,1% delle società (oltre 115.200) ha maturato l’Ace in tutti gli anni d’imposta del quinquennio 2011-2015 passando da una deduzione di 1,4 miliardi nel 2011 a 11 miliardi nel 2015 (con un incremento di 7,9 volte). Tra le novità figura la cosiddetta Patent Box.

Dalle dichiarazioni per il 2015 risultano 620 società che hanno utilizzato l’agevolazione per un ammontare di reddito detassato e plusvalenze esenti pari a 320 milioni di euro. Il “super-ammortamento” invece impatta solo marginalmente per l’anno d’imposta 2015 in quanto è fruibile a partire dal 15 ottobre 2015. Dalle dichiarazioni risultano oltre 86.400 fruitori dell’agevolazione (circa l’8% del totale società) per un ammontare di 279 milioni di euro. Nel 2015, inoltre, trova applicazione il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: dalle dichiarazioni risultano circa 5.000 soggetti che hanno maturato il credito d’imposta per un ammontare pari a circa 370 milioni di euro.

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