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L’Italia cresce grazie alla ripresa dei consumi / FOCUS

Roma - Il bollettino economico della Banca d’Italia disegna un quadro favorevole per il nostro paese con un Pil in salita dell’1,5% nel 2017 e dell’1,4% nel 2018 per poi rallentare a 1,2% nel 2019 e nel 2020.

Roma - L’Italia mantiene il passo della ripresa economica sfruttando il rafforzamento della crescita europea e globale ma con un traino che arriva, e arriverà anche nei prossimi anni, dalla domanda interna. Aiutano anche le condizioni finanziarie favorevoli come i bassi tassi di interesse che aumenteranno in modo solo graduale e uno spread sotto controllo.

Il bollettino economico della Banca d’Italia disegna un quadro favorevole per il nostro paese con un Pil in salita dell’1,5% nel 2017 e dell’1,4% nel 2018 per poi rallentare a 1,2% nel 2019 e nel 2020. Nel lavoro degli analisti di Via Nazionale non si parla mai di elezioni o delle incognite sul prossimo governo ma si fa dipendere il quadro al «proseguimento di politiche economiche in grado, da un lato, di favorire la crescita dell’economia nel lungo termine, sostenendo le scelte di investimento e di consumo e, dall’altro, di assicurare credibilità al percorso di riduzione del debito pubblico, sfruttando il momento favorevole dell’economia globale». Parole misurate ma ben chiare a chi le sappia leggere. Rispetto alle stime di luglio quindi Via Nazionale si mostra più ottimista ma c’è un piccolo taglio verso quelle elaborate, appena a dicembre, nell’ambito della Bce a causa di ipotesi meno favorevoli su cambio e petrolio. I fattori esterni, specie quelle geopolitici infatti sono uno dei rischi che la ripresa potrebbe incontrare assieme ai fattori “interni” citati prima.

Nel frattempo comunque il nostro paese approfitta del momento favorevole seppure la crescita sia ancora inferiore alla media Ue e per recuperare quasi totalmente il livello di Pil pre-crisi (2007) occorrerà attendere il 2020. I segnali migliori arrivano dai consumi delle famiglie che nel triennio «continuerebbero a trarre vantaggio dal miglioramento nel mercato del lavoro e dai bassi tassi di interesse reali, crescendo poco meno del prodotto e del reddito disponibile». «L’espansione dell’occupazione proseguirebbe in misura relativamente sostenuta (in media di circa l’1% l’anno) rispecchiando principalmente l’andamento favorevole dell’attività economica». L’aumento della partecipazione al mercato del lavoro, riconducibile al miglioramento ciclico e al progressivo innalzamento dell’età pensionabile, comporterebbe una discesa solo graduale del tasso di disoccupazione, che si porterebbe al 10,5 per cento nel 2020 (dall’11,3 del 2017). Certo l’aumento dei salari è moderato anche se i rinnovi dei contratti negli ultimi mesi fornisce qualche elemento in più anche sul fronte dell’inflazione. L’indice dei prezzi infatti «scenderebbe temporaneamente quest’anno e tornerebbe poi a salire in modo graduale. La proiezione di una flessione nel 2018 (all’1,1% in media d’anno) è riconducibile soprattutto all’esaurirsi dell’effetto del rincaro dei beni energetici e alimentari avvenuto all’inizio del 2017». Segnali positivi arrivano infine anche dagli investimenti che continuano il recupero, dalle condizioni del sistema bancario (reduce dal salvataggio di Mps e delle banche venete) impegnato nella sempre più veloce dismissione delle sofferenze e poi dall’export.
Le esportazioni nel terzo trimestre del 2017 ha «ripreso a crescere a un tasso sostenuto, trainate dalla componente dei beni con quadro prospettico che risulta assai favorevole». La bilancia dei pagamenti vede così un avanzo di conto corrente in crescita e una posizione patrimoniale con l’estero che si riduce sempre più oltre ad acquisti netti dall’estero di titoli sia pubblici che privati.

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