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Banca Carige chiude il 2017 con un rosso di 380,5 milioni. Pesano le svalutazioni

Genova - Carige ha chiuso il 2017 con una perdita netta di 380,5 milioni di euro a seguito di svalutazioni per 738 milioni.

Genova - Carige ha chiuso il 2017 con una perdita netta di 380,5 milioni di euro a seguito di svalutazioni per 738 milioni. Lo si legge in una nota in cui viene indicato un coefficiente patrimoniale Cet1 al 12,4%, «grazie - viene spiegato - al successo del rafforzamento patrimoniale di oltre 1 miliardo di euro», mentre il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi (Npe Ratio) si è assestato al 17,1%, con l’obiettivo di scendere al di sotto del 10% entro la fine dell’anno.

L’ammontare dei crediti deteriorati (Npl) si è ridotto del 34,6% a 4,8 miliardi di euro di valore contabile lordo a fronte dei 5,5 miliardi indicati come obiettivo dalla Bce per il 2017 e a ridosso dell’obiettivo per il 2018 di 4,6 miliardi. Con la prossima cessione da 500 milioni di “inadempienze probabili” (Utp), il deconsolidamento attualmente in studio di un ulteriore portafoglio da 1 miliardo di euro e a seguito di una «prudente politica di coverage (copertura dei crediti deteriorati, ndr)», entro fine anno Carige prevede di scendere a un lordo di 2,6 miliardi, al di sotto dell’obiettivo di 3,7 miliardi fissato dalla Bce per il 2019, con un Npe Ratio, il rapporto tra Npl e impieghi, pari al 9,5%. Carige ha chiuso il 2017 con ricavi netti in calo del 13,9% a 516 milioni a seguito di una contrazione del 9,8% del margine d’interesse e del 70,9% dei proventi da attività di trading, mentre il margine operativo lordo, è rimasto positivo per 7,7 milioni, segnando un calo dell’83% sul 2016.

Fiorentino: «Traguardo raggiunto, abbiamo messo tutte le palle in buca»
«Per Carige – è il commento dell’a.d. Paolo Fiorentino - il quarto trimestre 2017 si è caratterizzato per il raggiungimento di traguardi fondamentali su cui costruire il proprio futuro. Il successo del rafforzamento patrimoniale da oltre 1 miliardo è stato un traguardo straordinario, ancorché a tratti complesso, ma l’obiettivo è stato raggiunto con pieno successo grazie agli azionisti, ai collaboratori ed ai clienti della banca che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno». «Sono estremamente soddisfatto di quanto abbiamo realizzato – ha continuato il manager durante la conference call - La cosa che più mi inorgoglisce è che Carige ne sia uscita con le proprie forze. Lo avevo detto, con un linguaggio un po’ colorito, e lo ripeto: “abbiamo messo tutte le palle in buca”. Le istituzioni locali ci hanno dato fiducia, il nostro impegno sarà stare sempre più vicini ai nostri clienti: per la prima volta dopo diversi mesi, abbiamo registrato i primi segnali di un trend positivo sui prestiti alla clientela. La chiave è lavorare insieme per far crescere i nostri territori».

«Rilanciare la banca commerciale»
«Grazie anche al rafforzamento patrimoniale – ha spiegato Fiorentino - stiamo lavorando intensamente per rilanciare il nostro business tradizionale di banca commerciale del territorio, con particolare attenzione al credito alla piccola e micro impresa, gestendo i risparmi delle famiglie con soluzioni innovative per ritornare in tempi brevi alla redditività. Il primo passo è il miglioramento dell’efficienza operativa e, con l’apporto degli accordi distributivi, diverremo progressivamente sempre più un collocatore di prodotti focalizzato sul principio “originate and distribute”, sulle commissioni e sulla qualità dei prodotti e dei servizi resi alla nostra clientela».

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