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Cina, a marzo i futures sul greggio: inizia l’era “petroyuan”

Pechino - La Cina, il primo importatore di petrolio a livello mondiale, è pronta per lanciare i suoi futures sul greggio denominati in valuta locale.

Pechino - La Cina, il primo importatore di petrolio a livello mondiale, è pronta per lanciare i suoi futures sul greggio denominati in valuta locale, lo yuan, in competizione con i contratti denominati in dollari, il Brent e il West Texas Intercediate. Il nuovo contratto partirà il 26 marzo prossimo a Shanghai, secondo quanto scrive l’agenzia Bloomberg, che cita la China Securities Regulatory Commission, la Consob cinese. Se l’esperimento attrarrà investitori, il “petroyuan”, come è già stato denominato, potrebbe sfidare, nelle speranze di Pechino, il dominio del dollaro sui mercati internazionali: il controllo della valuta cinese da parte del governo, per i più scettici, rappresenta però un freno per il reniminbi, che dal 2016 è tra i Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale, assieme al dollaro, all’euro, allo yen e alla sterlina, pur non essendo ancora pienamente convertibile.

«Questo è un piccolo passo della Cina per diventare più attiva nel fissaggio del prezzo del petrolio», ha commentato ai microfoni dell’agenzia statunitense, Michal Maidan, analista presso Energy Aspects, «ma per Shanghai, per diventare qualcosa di simile a un benchmark globale occorreranno anni». Il nuovo contratto, ha poi ammesso, potrebbe dare una spinta ulteriore all’internazionalizzazione del renminbi, altro nome della valuta cinese, anche se tra gli ostacoli di un uso più internazionale della valuta cita i timori del governo di eccessive fuoriuscite di capitali dalla Cina. L’arrivo del petroyuan viene definito «una storia enorme» dal fondatore del fondo Graticule Asset Management Asia di Singapore, Adam Levinson, che potrebbe avere l’effetto di «un campanello d’allarme» per gli investitori che non hanno prestato sufficiente attenzione agli sviluppi del mercato cinese. Anche se la strada per sfidare il dollaro a livello internazionale viene vista ancora come molto lunga, il contratto potrebbe diventare il benchmark per il prezzo del greggio in Asia.
La Cina è il primo importatore di greggio al mondo. Lo scorso anno ha importato greggio a un ritmo di 8,43 milioni di barili al giorno per soddisfare sia la domanda dei giganti di Stato che dei rapinatori indipendenti. Al crescere del peso della Cina sul mercato del greggio si sono affiancati anche gli sforzi di Pechino per l’internazionalizzazione della valuta con numerosi accordi di swap e con la creazione di hub per il trading offshore del reniminbi da Hong Kong a Londra.

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