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Saipem fa pace con Sonatrach: costa tra i 150 e i 200 milioni di dollari

Milano - Un importo svelato dall’amministratore delegato del gruppo algerino Abdelmoumen Ould Kaddour che ha siglato l’intesa con il suo omologo italiano delegato Stefano Cao.

Milano - Il contenzioso durava dal 2014 e oggi Saipem e la compagnia petrolifera di Stato algerina Sonatrach si sono messe definitivamente d’accordo in modo «amichevole» con un esborso di 150-200 milioni di dollari da parte di Saipem. Un importo svelato dall’amministratore delegato del gruppo algerino Abdelmoumen Ould Kaddour che ha siglato l’intesa con il suo omologo italiano delegato Stefano Cao. Quest’ultimo ha parlato di «data storica per noi, che apre una grande orizzonte per il futuro», mentre per il manager algerino «oggi abbiamo ripianato una grande differenza tra di noi».

La società italiana (che ha come soci di riferimento Eni al 30,4% del capitale e Cdp col 12,5%) si è vista confermare intanto dalla Cassazione una multa da 80mila euro comminata dalla Consob nel 2014 per aver ritardato di 15 giorni la comunicazione al pubblico dell’informazione privilegiata del profit warning sull’esercizio del 2012 con l’Ebit e l’utile netto da rivedere in calo. Ad avviso degli “ermellini”, come già stabilito dalla Corte di Appello di Milano, questa situazione era nota a Saipem già dal 14 gennaio 2013, ma il comunicato stampa venne diffuso solo il 29 gennaio. Tornando alla pace raggiunta con Sonatrach, già lo scorso 22 dicembre Saipem era stata costretta a versare 135 milioni a seguito di un lodo arbitrale della Camera di Commercio Internazionale, presso cui si era rivolto il gruppo italiano nel marzo del 2014 per chiedere agli algerini 172 milioni di euro per maggiori costi per la costruzione di un rigassificatore, il cosiddetto progetto “Lpg”.

Con l’accordo attuale, le due società pongono fine a diverse controversie relative - viene spiegato in una nota - «al contratto per la costruzione di un impianto di liquefazione di gas ad Arzew (Arzew), al contratto per la costruzione di 3 treni di Gpl, di un’unità di separazione di olio (Ldph) e di impianti di produzione di condensati a Hassi Messaoud (Lpg), al contratto per la realizzazione dell’oleodotto Gpl LZ2 da 24 pollici (linea e stazione) ad Hassi R’Mel (LZ2) e al contratto per la realizzazione di un’unità di produzione di gas e petrolio nel campo di Menzel Ledjmet per conto dell’associazione Sonatrach/Fcp (Mle)». L’accordo, secondo Saipem, è «il risultato di un dialogo costruttivo e rappresenta un passo importante nelle relazioni tra le due società». Relazioni che nell’immediato futuro potrebbero però essere condotte da un altro vertice, in quanto il Cda di Saipem scadrà, al pari di quello dell’azionista Cdp, con l’assemblea di approvazione del bilancio la prossima primavera. E sull’eventuale conferma o sostituzione dei vertici potrebbero giocare un ruolo importante le elezioni politiche del 4 marzo, che decideranno la nuova maggioranza di governo. In Borsa titolo ha guadagnato 1,42% a 3,36 euro dopo il calo della prima parte della seduta.

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