SERVICES

Libia, protesta dei miliziani blocca il giacimento dell’Eni

Tripoli - Un giacimento petrolifero libico da 70 mila barili al giorno gestito da Mellitah Oil & Gas, una joint-venture di Eni con la Compagnia nazionale libica (Noc), è stato chiuso.

Tripoli - Un giacimento petrolifero libico da 70 mila barili al giorno gestito da Mellitah Oil & Gas, una joint-venture di Eni con la Compagnia nazionale libica (Noc), è stato chiuso da ieri per cause «di forza maggiore» create da una violenta rivendicazione salariale delle guardie che presidiano l’impianto. È quando emerge da un comunicato odierno del Noc.

Il giacimento è quello di El-Feel e gli addetti sono stati evacuati per un «deterioramento della situazione di sicurezza», precisa la nota riferendo che «componenti del gruppo Fazzan delle Petroleum Facility Guards» (Pfg) «hanno minacciato i dipendenti, sono entrati negli uffici amministrativi», «hanno manomesso documenti ufficiali» e «sparato in aria». Le Pfg operano «sotto il ministero della Difesa» di Tripoli, che è «l’autorità competente per accogliere le loro richieste» mentre «il Noc non ha nulla a che fare con ciò», ha dichiarato nella nota il presidente della Compagnia, Mustafa Sanalla, appellandosi al dicastero affinché trovi una «rapida soluzione». Sanalla ha ricordato che il Noc fornisce alle guardie solo «carburante e provviste» che però non può dare anche alle «centinaia di coloro che sostengono di essere membri delle Pfg in aree distanti e fuori dall’ambito delle operazione del settore petrolifero».
Il Noc, constatando che il numero di questi miliziani è «in costante crescita», ha reso noto di essere in contatto con capi della tribù dei Tabu per trovare una soluzione che riporti la calma. Come noto già in passato Pfg hanno causato l’interruzione temporanea della produzione di giacimenti petroliferi libici reclamando salari arretrati o la realizzazione di progetti di sviluppo per le loro comunità di provenienza.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››