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Crucioli, senatore 5 Stelle: «Nessuna retromarcia sul Terzo valico»

Genova - Il porto di Genova? «D’accordo con le parole di Di Maio». Su Gronda e Terzo Valico, tutto ciò che c'era da dire è stato detto in campagna elettorale «e non vedo il motivo per discostarmene». Mattia Crucioli, 41 anni, avvocato amministrativista ha battuto il ministro Roberta Pinotti di 15 mila preferenze nella corsa al Senato.

Genova - Il porto di Genova? «D’accordo con le parole di Di Maio». Su Gronda e Terzo Valico, tutto ciò che c'era da dire è stato detto in campagna elettorale «e non vedo il motivo per discostarmene». Mattia Crucioli, 41 anni, avvocato amministrativista ha battuto il ministro Roberta Pinotti di 15 mila preferenze nella corsa al Senato ed è considerato un astro in ascesa nel M5S.

Perché il salto dalla professione legale all’impegno politico a tempo pieno?
«Per perseguire gli stessi obiettivi su scala più grande. L’avvocato può contribuire a rendere giustizia alle persone che si rivolgono a lui, ma anche quando raggiunge il proprio scopo, resta una goccia nell’oceano. Il parlamento, invece, se produrrà leggi nell’esclusivo interesse della collettività, potrà incidere positivamente nella vita di tutti».

Si descriva con tre aggettivi.
«Serio, tenace, democratico».

Si dice che sarà una delle punte del M5S a Roma, cheavrà incarichi di rilievo. È un orizzonte di cui si è parlato?
«Chi dice così sopravvaluta il mio ruolo all’interno del movimento. Mi riterrei già soddisfatto di svolgere con onore e competenza l’incarico per il quale sono stato eletto».

Lei ha assistito molti comitati negli ultimi anni. Dicono che nei confronti delle opere pubbliche abbia un atteggiamento intransigente. Gronda e Terzo Valico Devono essere fermate? Sa che a Genova è già partita una petizione per non bloccare il Terzo Valico?
«Né io né il M5S siamo contrari alle grandi opere, purchè, ovviamente, il bilancio costi/benefici sia favorevole alla comunità. Nel caso della Gronda e del Terzo Valico il programma presentato in campagna elettorale è stato chiaro e non mi pare vi siano argomenti nuovi per discostarsene».

Di Maio ha detto che “a Genova c’è un uso privatistico da parte dei terminalisti del porto, che è pubblico. Ci sono concessioni date a costi risibili e aree occupate da container vuoti in un porto che ha bisogno di spazi”: la frase è stata molto contestata. Cosa prevede lei per il porto di Genova?
«Condivido le parole di Di Maio. Ho anche assistito alla reazione stizzita di alcuni noti terminalisti locali, mi sarebbe parso strano il contrario. Il porto è troppo importante per la città e le scelte strategiche debbono prescindere dall’interesse dei singoli concessionari. Detto questo, ritengo che si debbano ascoltare gli argomenti di tutti, valutare i dati offerti dagli operatori del settore e poi assumersi la responsabilità di decidere nell’interesse del maggior numero di persone».

Quali dossier su sviluppo ed economia di Genova e della Liguria vuole portare a Roma?
«Chiederò di far parte della commissione ambiente o giustizia e che quindi, probabilmente, non mi occuperò specificamente di temi economici, ma mi adopererò affinchè la Liguria possa accedere alle risorse necessarie per porre in atto interventi contro dissesto idrogeologico ed agevolare le piccole e medie imprese. Farò tutto quanto in mio potere per incentivare lo sviluppo sostenibile del porto, il rilancio dell’Ilva e la prosecuzione della produzione della banda stagnata ».

Secondo lei perché i genovesi hanno votato il M5S?
«Credo che i genovesi ci abbiano ritenuti più umili, disinteressati e pronti ad ascoltare le loro reali esigenze rispetto ad un centrosinistra sempre più snob e scollegato dai problemi quotidiani della gente comune e dal tessuto sociale».

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