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Carige rilancia la Cesare Ponti

Genova - In attesa di nuovi colpi di scena sul fronte dei rapporti tra soci (Raffaele Mincione sarebbe pronto a chiedere al cda l’assemblea straordinaria per la revoca del consiglio questa settimana), Carige procede sul rilancio della Cesare Ponti

Genova - In attesa di nuovi colpi di scena sul fronte dei rapporti tra soci (Raffaele Mincione sarebbe pronto a chiedere al cda l’assemblea straordinaria per la revoca del consiglio questa settimana), Carige procede sul rilancio della Cesare Ponti. Ieri, mentre il titolo correva in Borsa con scambi sostenuti (in un giorno è passato di mano l’1,5% del capitale e l’azione ha chiuso a +2,27% a 0,009 dopo aver toccato il rialzo massimo superiore al 5%) il cda guidato da Paolo Fiorentino traghettava il piano di rilancio della Ponti dopo il dibattito dei giorni scorsi.

Il progetto è stato approvato anche grazie al fatto che «Fiorentino ha accolto alcuni correttivi avanzati dai consiglieri», spiega una fonte del Secolo XIX-the MediTelegraph. Il più consistente riguarda il management: la controllata non avrà un amministratore delegato bensì un direttore generale, che molto probabilmente sarà Salvatore Pignataro, già responsabile del private banking della Banca del Fucino - e proprio per questo motivo di «perplessità» da parte di alcuni. Pignataro sarà affiancato da altri manager, alcuni dei quali interni. Il vice presidente Vittorio Malacalza non era presente alla riunione del consiglio, ma da quanto ricostruito non si è trattato di una scelta in polemica. Una delle prime azioni del nuovo management della Ponti, che in passato avrebbe dovuto essere ceduta e che invece poi si è scelto di tenere e rilanciare, sarà arruolare nuovi banchieri.

Questa settimana gli occhi sono puntati su Raffaele Mincione, il finanziere che ha acquistato il 5,4% (a un prezzo medio di carico di 0,008 euro e quindi per ora guadagna): secondo più di una fonte la richiesta di assemblea straordinaria per la revoca del cda dovrebbe raggiungere il consiglio in questi giorni. Mincione chiede un board più rappresentativo dei nuovi equilibri e sarebbe pronto a salire sino a ridosso del 10%. Il piano del finanziere che si è già visto rifiutare un posto prevede la costruzione di un’alleanza tra fondi che pesi circa il 30%, capace di fronteggiare Malacalza Investimenti che detiene il 20,6% ed è autorizzare a salire sino al 28%. «Registro un interesse intorno alla banca da parte di investitori istituzionali - ha ribadito Fiorentino dopo l’intervista rilasciata domenica scorsa al Decimonono - E questo non può che far piacere a tutti perché testimonia il fatto che il nostro lavoro viene percepito dall’esterno in maniera positiva».

Per tornare a fare la banca del territorio, si segnala che Carige ha lanciato PerLaLiguria, un prodotto dedicato alle esigenze delle Pmi liguri che consolida la collaborazione tra Rete Fidi Liguria e l’istituto. Lo strumento finanziario, che prevede un plafond di 50 milioni, potrà coprire, a condizioni di tasso vantaggiose, tra il 50 e l’80% degli investimenti con un taglio variabile (10.000 - 500mila euro). «Ogni anno abbiamo 1,3 miliardi di crediti buoni che scadono con regolarità. - dice Fiorentino - Siamo una banca, riprendiamo a fare banca».

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