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Piaggio Aerospace, 114 licenziamenti

Genova - La doccia fredda per 114 lavoratori di Piaggio Aerospace arriva all’improvviso,con la comunicazione dell’avvio dei licenziamenti inviata a sindacati e istituzioni in cui l’azienda annuncia l’inizio delle procedure di mobilità per 80 dipendenti genovesi e 34 assegnati allo stabilimento di Villanova

Genova - La doccia fredda per 114 lavoratori di Piaggio Aerospace arriva all’improvviso, con la comunicazione dell’avvio dei licenziamenti inviata a sindacati e istituzioni in cui l’azienda annuncia l’inizio delle procedure di mobilità per 80 dipendenti genovesi e 34 assegnati allo stabilimento di Villanova d’Albenga. Ma da tempo le nuvole si addensavano sul futuro occupazionale dei lavoratori, ormai da quasi quattro anni in cassa integrazione.

A nulla sembrano essere valse le rassicurazioni arrivate nell’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo economico, lo scorso 15 febbraio. E neanche l’impegno del decreto firmato dal governo per la maxi-commessa da circa 750 milioni per acquistare venti droni P2HH, o il nuovo piano industriale siglato a dicembre, in cui si preannunciava la dismissione della parte motori, il mantenimento della parte militare e la cessione di quella civile, per la quale è in ballo una trattativa con la società cinese Pac Investment. Quei 114 dipendenti - brutalmente - non vengono considerati “utili” da Piaggio per la produzione futura.

Il documento con l’avvio dei licenziamenti ha gettato nello sconcerto i dipendenti e mandato su tutte le furie i sindacati. «Ancora una volta le dichiarazioni rassicuranti dell’ad non hanno nei fatti alcun riscontro, anzi si fa il contrario di ciò che si afferma - attaccano in una nota Fiom, Fim e Uilm, facendo riferimento a una recente intervista de Il Secolo XIX all’ad Renato Vaghi -. L’azienda si sente legittimata nel portare avanti il proprio piano industriale dalle dichiarazioni di accoglimento fatte dal governo il 15 febbraio. L’attivazione della procedura di licenziamento è un atto grave». A rincarare la dose è Antonio Caminito, della Fiom di Genova, che parla di «una furbata» dell’azienda e di «rabbia dovuta al fatto che il governo non ha preteso garanzie». I vertici di Piaggio Aerospace preferiscono non commentare ufficialmente, ma dall’azienda filtrano due concetti. Primo: l’apertura della procedura di licenziamento è l’effetto del vecchio piano industriale, mentre nel nuovo non ci sono esuberi. Secondo: Piaggio è pronta a sedersi al tavolo per stabilire le modalità con cui minimizzare l’impatto sui lavoratori.

L’incontro tra le parti è già stato fissato, attraverso una lettera di convocazione che il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha inviato ieri alle parti: lunedì, alle 17, nella sede del Mise.

Dalla politica fioccano le reazioni. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in missione in Qatar, fa sapere di «aver contattato immediatamente il ministro Calenda concordando l’immediata convocazione dell’azienda a Roma». Il presidente della Regione, Giovanni Toti, definisce «sconcertante che il management abbia deciso una misura così grave senza informare in alcun modo le istituzioni locali» ed attacca «il silenzio del governo che, più volte sollecitato, ha numerose volte rassicurato circa la propria attenzione e il proprio impegno sulla vicenda». Il deputato di LeU, Luca Pastorino, tira in ballo sia Genova che Roma, chiarendo che «dopo le grandi promesse in “pompa magna” della Regione e del governo questo è il risultato» mentre il segretario provinciale del Pd, Alberto Pandolfo, assicura «massima attenzione per seguire da vicino la vicenda». I 114 dipendenti hanno la cassa integrazione garantita fino a luglio: ma i licenziamenti diventeranno effettivi 75 giorni dopo l’avvio della procedura. Il tempo stringe, per evitare l’ennesimo colpo all’occupazione e all’industria ligure.

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